Sicurezza
Un parco urbano nell’ex ospedale
La commissione 4 ha approvato il progetto con i soli voti dei consiglieri della maggioranza
PRATO. Procede a passo spedito l’iter urbanistico in Comune verso la realizzazione del parco urbano nell’ex “Misericordia e Dolce”, dopo la firma in ottobre dell’accordo di programma con la Regione. Dalle ceneri del vecchio nosocomio nascerà il più grande polmone verde attrezzato nella città con un’estensione di tre ettari, «equivalente a tre campi da calcio», per dirla con l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, e con servizi di supporto al parco. Piantato un altro mattone con l’adozione della variante urbanistica per la trasformazione della vecchia area ospedaliera in parco attrezzato: la delibera ha ricevuto il semaforo verde della commissione 4 presieduta da Massimo Carlesi con sei voti favorevoli (Pd) e tre contrari (Roberto Cenni, capogruppo di “Prato con Cenni”, l’indipendente Emanuele Berselli e Gabriele Capasso del Movimento 5 Stelle). Com’è noto, la Regione vende al Comune i circa 32mila metri quadrati di superficie che oggi ospitano gli edifici del vecchio ospedale per 12 milioni di euro, di cui la metà insiste già sul bilancio triennale 2015-2017 con le relative somme accantonate. Gli altri 8 milioni di euro che entreranno nelle casse della Regione corrispondono all’importo stabilito per l’area nelle disponibilità dell’Asl 4 su cui l’azienda sanitaria potrà edificare fino a un massimo di 9mila metri quadrati di superficie. «Su questa parte daremo indicazioni all’Asl rispetto all’intervento che sarà realizzato e che dovrà tenere conto di tutta una serie di standard di sostenibilità ambientale», assicura Barberis. I vecchi edifici anni Settanta inizieranno a essere un ricordo tra il 2016 e il 2017: la demolizione del “Misericordia e Dolce”, a carico dell’Asl 4 con una spesa prevista di 5 milioni di euro, avverrà entro 18 mesi. In tutto 160mila metri cubi di edilizia che verranno giù per rinascere a 32mila metri quadrati di verde, a fronte di 12 mila metri quadrati di edifici (compresa la parte dell’Asl 4). «Il parco, collegato ai giardini di Sant’Orsola e al Santa Caterina, sarà il motivo per cui le persone dovranno venire a Prato. Lanceremo un concorso d’idee internazionale - prosegue Barberis - per chiedere a grandi progettisti come individuare le modalità giuste di sviluppo delle funzioni connesse al parco attrezzato. Che verrà progettato in modo da gestire e tenere sotto controllo la questione sicurezza». Quattro gli accessi pedonali al parco (Sant’Orsola, Santa Caterina, San Niccolò e piazza dell’Ospedale vecchio) che sarà in connessione col resto del centro storico. Adottata la variante, l’iter proseguirà con la fase delle osservazioni fino all’approvazione in consiglio comunale. «Il contratto di compravendita dell'area – spiega il capo di gabinetto Massimo Nutini che ha il compito di seguire l'evoluzione dell'accordo di programma - avverrà dopo la demolizione. Il pagamento dei 12 milioni di euro alla Regione, invece, entro il 2019». Certo, questi ultimi otto mesi dalla firma dell’accordo di programma non sono state rose e fiori. «L’Asl - racconta Francesco Caporaso - non voleva lasciare il passaggio da piazza dell’ospedale vecchio che invece verrà riaperto». Bocciato il progetto dall’ex sindaco Cenni, scettico sulla portata finanziaria dell’operazione. «Ai pratesi non viene regalato nulla, è la città che si paga il parco».
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