Il Tirreno

Prato

Dispetti alla Gelateria del Corso

Dispetti alla Gelateria del Corso

Qualcuno sposta le sedie, le fotografa e manda l’immagine a Sori che si arrabbia

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PRATO. Non si è trattato di uno scherzo ma di un gesto messo in atto volutamente che poteva costare caro ad Emanuele ed Enrico Brogi, titolari della “Gelateria del Corso” di via Mazzoni. Due ragazzi, di notte, spostano due sedie della gelateria davanti ad una vetrina di un negozio che vengono fotografate e la cui immagine viene inviata alla Sori che avverte i gelatai dell'accaduto invitandoli a rispettare la metratura di suolo pubblico dove sono ubicati i tavoli. Alla prossima segnalazione i fratelli Brogi potrebbero vedersi revocato il permesso dell'occupazione di suolo pubblico per i quattro tavoli e le relative sedie davanti alla gelateria. Ma vediamo cosa è successo. Era da poco passata la mezzanotte di mercoledì scorso. Emanuele Brogi stava pulendo in negozio e si apprestava a chiudere. «Arrivano due ragazzi – racconta il commerciante – e chiedono due granite. Fuori avevo già impilato le sedie per portarle dentro. Quando sono uscito per prenderle ho visto che due di queste erano state portate davanti ad un negozio sullo stesso lato della gelateria, sono andato le ho prese e le ho portate dentro pensando a quanto siano ineducate certe persone. Mia madre – continua Emanuele - si è accorta che le sedie spostate dai due avventori della gelateria erano state fotografate». «Giovedì mattina – prosegue Emanuele – un addetto della Sori ci ha informato che era stata fatta loro la segnalazione, invitandoci nello stare attenti a rispettare lo spazio a nostra disposizione. Un altro esposto e ci revocano il permesso per poter tenere fuori i tavoli. Non c'è dubbio che si è trattato di qualcuno che volutamente se l'è presa contro di noi e non capisco il perché. Non era mai successa una cosa del genere». «Ma se al tempo stesso la Sori vuole che rispettiamo i nostri spazi come abbiamo sempre fatto – precisa il fratello Enrico – non ci consente di mettere, ad esempio, delle fioriere per delimitare la nostra metratura dove abbiamo diritto a tenere i tavoli. Ci siamo sempre adeguati alla normative ed abbiamo sempre pagato l'occupazione di suolo pubblico. Prima avevamo tavoli in acciaio, poi li abbiamo sostituti con questi in ferro battuto così come previsto. E noi che siamo in regola per una cattiveria bella e buona siamo stati ammoniti».

Azelio Biagioni

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