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Prato

Rubinetti a secco, querela Publiacqua

Rubinetti a secco, querela Publiacqua

La denuncia alla polizia di Elisabetta Fanfani, che per sei giorni ha atteso l’intervento dei tecnici ma inutilmente

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PRATO. Questa volta, contro Publiacqua spa è partita una querela. A presentarla in Questura, sabato scorso, un'utente, Elisabetta Fanfani, pratese doc, stanca di essere rimasta con un "filo d'acqua" per quasi una settimana e alla fine addirittura a secco, senza che l'azienda abbia provveduto ad aggiustare il guasto. Caldo torrido, niente docce, niente pulzie di fondo in casa.

«Sono stata costretta a chiamare il mio idraulico - racconta la donna - che ha individuato subito il guasto: una valvola del contatore di Publiacqua. Ma questa operazione doveva farla l'azienda». Una storia "minima" capitata chissà quante volte a chissà quanti cittadini e con un epilogo inusuale e per questo tutta da raccontare.

Elisabetta Fanfani, residenti in via Cambioni 7 con la famiglia e un marito operatore da pochi giorni, il 6 luglio scorso, intorno alle 23, nota che dai rubinetti scende poca acqua. La prende bene: «Penso e lo comunico a mio marito - racconta - che a causa del grande caldo Publiacqua abbia deciso di risparmiare e di diminuire le erogazioni». Va a letto tranquilla ma il mattino dopo l'acqua continua a scendere col contagocce e cominciano i problemi «sia di igiene personale - dice - sia per la funzionalità degli elettrodomestici che, come la lavastoviglie, hanno necessità di un flusso continuo di acqua». Infatti Elisabetta per una settimana i piatti li ha lavati a mano.

Passano il 7 e l'8 luglio senza che accada nulla. Anzi la situazione peggiora e l'acqua diminuisce. Il 9, giovedì scorso, la donna alza il telefono e segnala la situazione a Publiacqua. L'operatore del call center, per altro gentile, dall'altro capo del filo la rassicura: «Non ci sono guasti né al suo appartamento né condominiali» e fa anche di più comunicando all'utente che «vista la segnalazione» ha già provveduto a inviare una squadra di tecnici sul posto: «Arriveranno - garantisce l'operatore - non più tardi di domani mattina».

L'indomani arriva, la squadra di Publiacqua no. E siamo al 10 luglio, le giornate caldissime proseguono senza la possibilità di avere acqua a sufficienza: saltano le pulizie domestiche che Elisabetta Fanfani aveva deciso di fare, saltano docce e si procedere alla propria igiene personale con le bottiglie di acqua minerale che avrebbero dovuto servire a dissetare la famiglia. Una situazione che ora dopo ora diventa insostenibile.

Elisabetta Fanfani chiama nuovamente il call center di Publiacqua alle 9,30 di venerdì, poi di nuovo "disperata" alle 14, poi infine fa chiamare dal marito. Tutte le volte l'operatore del call center ribadisce le stesse cose: «Nessun guasto, ma vista la sua segnalazione inviamo subito una squadra per i controlli». Macchè. Arriva l'11 luglio, sabato, e l'acqua smette definitivamente di uscire dai rubinetti dell'appartamento della famiglia Fanfani e da altri dello stesso condominio. Elisabetta non ci vede più dalla rabbia. «E' a quel punto che furibonda - dice - sono uscita di casa e sono andata in Questura per querelare Publiacqua. Non si possono sopportare ulteriori prese in giro su un bene che è di tutti ma che ci costa anche tanto caro».(c.o.)

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