Il Tirreno

Prato

Congelati i rapporti con la Grecia

di Alessandra Agrati
Congelati i rapporti con la Grecia

Stop agli scambi commerciali tra aziende. Pochi problemi invece per i turisti

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PRATO. Il distretto pratese nel 2014 ha esportato verso la Grecia mErce per un valore di 24,1 milioni di euro, l'anno precedente per 22,27 milioni. Tra le aziende che commerciano con gli ellenici c' è anche Machattie, azienda della fashionvalley specializzata nella produzione di confezioni per donna, comprese le taglie forti, con marchio proprio e contoterzi. «Con i clienti stranieri – spiega il titolare Alido Bennati - abbiamo la consuetudine di chiedere un anticipo al momento della formalizzazione dell' ordine e il saldo al momento della spedizione, quindi non vantiamo nessun credito con i tre clienti greci che ci sono rimasti. Fino ad un mese fa i pagamenti sono stati fatti regolarmente, poi la situazione è precipitata e da allora non abbiamo più contatti. Teoricamente per un gruppo con cui collaboriamo da anni avremmo dovuto mettere in produzione un ordine ma, ovviamente per le difficoltà tutto è bloccato». Negli anni i clienti greci sono diminuiti. «Sette anni fa una società locale aveva aperto sette negozi, sparsi fra Atene e Salonicco, oggi nessuno è rimasto aperto. Questo ovviamente ha creato un problema per il tessuto economico e sociale lgreco. Ci dispiace sempre quando chiude un nostro cliente, anche se in questo caso l'incidenza sul fatturato è minima».

I rapporti commerciali riguardano anche il settore agroalimentare. Vasilis Aivazoglou vive a Lamia, città al centro della Grecia, ma ha studiato a Firenze e vissuto a Prato. Oggi ha un' attività di import nel settore alimentare, esporta prodotti di gastronomia e olio, e come tutti i greci ha difficoltà a mandare avanti la propria impresa «Le banche sono bloccate in entrata ed in uscita, quindi non posso essere pagato dai miei clienti e non possono neanche pagare i miei fornitori all'estero, vasetti ,bottiglie tutto viene dall'Italia». Tutto è appeso a un filo.

Intanto si cerca di tirare avanti, soprattutto nel settore del turismo. «Chi viene in vacanza in Grecia – spiega l'imprenditore- sicuramente non ha problemi di sicurezza, può andare incontro magari qualche disagio».

Ovviamente bisogna distinguere fra chi sceglie un villaggio turistico, magari italiano, dove non ci sono problemi, anche le carte di credito sono accettate, e chi invece opta per un tour autorganizzato. «Nella valigia metterei soprattutto i contanti, i benzinai non accettano carte di credito e bancomat, come del resto i ristoranti».

Per ora non ci sono problemi di rifornimento di benzina, ma la situazione è in divenire. «Nel bagaglio metterei anche un po' di medicine, non sempre le farmacie, soprattutto quelle lontane dai circuiti turistici, sono rifornite. Le multinazionali non vendono più ai greci e le scorte si esauriscono». Nessun problema per il cibo. La prospettiva invece per chi ha scelto la vacanza nei villaggi è completamente diversa. «Certo i turisti devono munirsi di contanti perché le banche erogano poco circa 60 euro per utente- spiega la pratese Miriam Monteleone in vacanza a Creta- ma non ho riscontrato altro in merito a farmaci. I turisti non hanno subito nessun disagio». Sempre nella stesa isola c'è anche Mara Bernocchi: «I greci coccolano i turisti nel migliore dei modi . Le banche sono aperte i negozi e supermercati le farmacie sono fornitissimi .Gli abitanti dell' isola mi dicono che in questo periodo non ci sono stati grossi cambiamenti . I greci n non hanno soldi da spendere inoltre ma secondo loro i media stanno facendo un grosso danno al turismo che adesso segna un - 40 50% ».

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