Il Tirreno

Prato

Anziani maltrattati Astir dà la colpa all’Asl

Anziani maltrattati Astir dà la colpa all’Asl

Il Consorzio delle coop non chiede scusa e dice che sono mancati i controlli L’Azienda sanitaria affida alla Misericordia la gestione della Rsa

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PRATO. Di fronte alle orribili immagini degli anziani maltrattati alla casa di riposo di Narnali si poteva scegliere di metterci la faccia, come ha fatto il vice commissario dell’Asl Simona Carli, che già venerdì ha chiesto scusa alle famiglie promettendo di cambiare tutto il personale, oppure si poteva scaricare il barile, come ieri ha fatto il Consorzio di cooperative Astir, che anziché chiedere scusa ha dato la colpa all’Asl, nonostante 14 dei 17 indagati e 7 dei 9 sospesi siano suoi dipendenti. In un comunicato diffuso oltre 24 ore dopo la notizia dell’inchiesta, Astir dice in sostanza che il problema a Narnali è stato la mancanza di controlli e che i controlli doveva farli l’Azienda sanitaria, di cui è dipendente il direttore della struttura «e l’intero personale infermieristico e sanitario». Nessuna parola di scuse, dunque, nessuna ammissione di responsabilità.

Simona Carli ha letto quelle parole e ha scansato la polemica: «Alla presidente del Consorzio dico solo che l’aspetto lunedì in azienda con l’avvocato. Ognuno si comporta come crede. Io ho ritenuto giusto chiedere scusa, se altri non lo fanno, affari loro».

L’aspetta con l’avvocato perché ieri l’Asl ha deciso che sarà la Misericordia di Firenze, fino a quando non sarà stato stipulato un contratto con un'altra associazione, a gestire la Residenza sanitaria assistenziale di Narnali. La Misericordia è stata individuata dall'Estar (l’Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) con una procedura di affidamento d'urgenza. Intanto l'Asl di Prato sta sostituendo il proprio personale: oltre ai tre indagati (due dei quali erano stati sospesi dal servizio su ordine del gip), andranno via anche gli altri sette. «So che sono persone perbene - spiega Simona Carli - Ieri li ho visti piangere, ma lì non possono più stare. Come ho detto ieri, anche il solo sospetto che qualcuno abbia visto e sia stato zitto non consente che possano lavorare ancora in quella struttura. Faranno gli infermieri da un’altra parte, ovviamente sempre dentro l’Azienda sanitaria».

Quanto al personale del Consorzio Astir, l'Asl ha risolto la convenzione, che peraltro era già scaduta ed era stata prorogata. «Il contratto che avevamo firmato con loro - dice il vice commissario Carli - dice che in caso di gravi inadempienze si può rescindere. E questo mi sembra il caso». Sulla decisione è arrivato l'ok dell'ufficio legale interno e dell'Estar. Il passaggio di consegne sarà fatto nella giornata di domani, quando arriverà il nuovo personale, che prenderà servizio dal giorno seguente.

In tutta la giornata di venerdì la presidente del Consorzio Astir, Loretta Giuntoli, non si è fatta vedere alla Rsa di Narnali, nonostante la bufera scoppiata in mattinata. E questo è sembrato quantomeno strano alla stessa Simona Carli, che dice di non aver parlato con la presidente. In mattinata Loretta Giuntoli si era limitata a due parole di circostanza parlando col Tirreno, prima di staccare il telefono, per poi affidare il suo pensiero alla Nazione, alla quale ha detto, tra le altre cose, che non intende dimettersi e sull’intenzione dell'Asl di risolvere il contratto: «Mi pare che certe dichiarazioni siano state rilasciate a caldo, forse era più prudente non farle». Il problema, per l'Astir, è che oltre a fare le dichiarazioni, il vice commissario Carli ha preso la decisione.

La stessa Carli fa sapere che finora nessuna famiglia ha tolto gli anziani dalla casa di riposo. Molti hanno telefonato increduli, i più preoccupati sono quelli che hanno un parente nella Rsa solo da poco. C'erano due famiglie particolarmente dubbiose, ma quando sono state informate che il personale sarebbe stato cambiato hanno deciso di continuare a dare fiducia alla struttura.

Del resto, spostare un anziano che si è abituato a stare in un posto non è sempre così facile, anche dopo quello che è successo. Il ragionamento che hanno fatto molti parenti è che, una volta accesi i riflettori sulla terribile vicenda, non possa accadere più niente di simile a Narnali. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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