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Prato

il caso

Venticinque operai cinesi denunciano lo sfruttamento

PRATO. Esiste uno sportello, in Comune, che aiuta i lavoratori sfruttati che hanno deciso di denunciare la loro condizione. E’uno sportello che non ha un nome e nemmeno il front office. Ma ha lavora...

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PRATO. Esiste uno sportello, in Comune, che aiuta i lavoratori sfruttati che hanno deciso di denunciare la loro condizione. E’uno sportello che non ha un nome e nemmeno il front office. Ma ha lavora molto in questo ultimo anno. Il lavoratore che si rivolge allo sportello e racconta come è costretto a lavorare e spesso a vivere, ottiene in cambio qualcosa di molto importante: un permesso di soggiorno, una regolarizzazione conquistata a duro prezzo. «Abbiamo avuto un’ impennata nel numero di casi - dice il sindaco Matteo Biffoni - probabilmente perché abbiamo anche trovato strade efficaci per garantire poi la protezione». E’ una via condiva con la Procura della Repubblica che su buona parte di questi 25 casi ha avviato indagini. I lavoratori sfruttati passati dall’altra parte sono tutti cinesi. Diciotto di questi lavoravano in un unico datore di lavoro: «Ci mandavo in giro - hanno raccontato - in ditte anche del sud e ci promettevano la regolarizzazione grazie alla sanatoria. Ma non è stato così». Gli altri sette ex operai hanno subito infortuni gravi poi hanno tentato di tornare al lavoro ma hanno trovato i portoni chiusi.(c.o.)

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