Sicurezza
Rissa e inseguimento in pieno centro storico
Tutto nasce da una lite fra prostitute orientali davanti a un’abitazione-alcova Interviene un cinese con pistola e machete, ma le armi non vengono ritrovate
PRATO. Il centro storico trasformato, ancora una volta, nella periferia di una metropoli sudamericana, con risse, armi e inseguimenti. Ieri mattina è successo tutto in pochi minuti, a partire dalle 9,30, davanti agli occhi di decine di commercianti e passanti. Teatro della scena, la zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi, vicolo dei Saponai e piazza Mercatale. Dal racconto di alcuni testimoni che hanno assistito alla scena, in prevalenza commercianti che hanno i negozi che si affacciano su via Garibaldi e strade limitrofe, tutto sarebbe partito da una rissa fra due prostitute cinesi in via Verdi, pare davanti a un’abitazione utilizzata come alcova da alcune delle donne orientali che si prostituiscono in piazza Mercatale e si portano dietro i clienti. I testimoni parlano di urla, calci e sputi, una delle ragazze sarebbe anche finita per terra. A questo punto è entrato in gioco un terzo orientale, uomo sui quarant’anni, che si sarebbe avventato sulle connazionali come se volesse aiutare una di loro. Parente o protettore? Non si sa, e neppure i carabinieri intervenuti sul posto con un paio di volanti, sono riusciti a capirlo, trovando molta reticenza nella ricostruzione dei fatti. Secondo i testimoni, e lo avrebbe visto almeno tre o quattro persone, il cinese sarebbe stato armato. Chi dice che brandiva un machete, chi una pistola, chi entrambe le armi. Fatto sta, quando i carabinieri sono arrivati e si sono mossi all’inseguimento dell’orientale, potenzialmente pericoloso viste le premesse, lo hanno trovato tranquillo che passeggiava in via Pugliesi, angolo via Garibaldi, mentre telefonava col cellulare. L’uomo è stato subito perquisito, ma non sono state trovare armi di alcun tipo. Era possibile che il cinese si fosse liberato dell’arma (o delle armi) quando ha capito che stavano arrivando le forze dell’ordine.
I carabinieri hanno cercato dappertutto, perquisendo anche una decina di appartamenti di quella parte del centro dove abitano cinesi: ma delle armi non ne hanno trovato traccia. Alla fine l’uomo è stato identificato, ma neppure denunciato, perché mancavano proprio gli elementi per farlo.
D’altronde, in questa circostanza nessuno si è fatto male e anche le cinesi che stavano litigando, ascoltate dai carabinieri, non hanno ammesso nulla, neppure il fatto di essere prostitute. Tanto rumore per nulla, ma un episodio dei tanti che suscitano allarme, avvenuto in questo caso nel cuore pulsante del centro storico commerciale, non nel “triangolo etnico” di via Cironi.
Francesco Albonetti
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