Sicurezza
Polizia provinciale a rischio i timori degli ambientalisti
Wwf e Legambiente: «Si va a chiudere il corpo che accerta reati ambientali» Il comandante: «Forse accorpati alla municipale ma con funzioni speciali»
PRATO. Che fine farà la Polizia provinciale? Un rebus al quale, oggi, non è facile dare la risposta. Il decreto legge del 19 giugno scorso va ad eliminare questo corpo. Il decreto deve essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Nel frattempo la speranza da parte dei diretti interessati e di associazioni di diverso tipo è che vengano apportate modifiche al testo. Immediate le reazioni delle realtà legate all’ambiente ed al mondo venatorio per la lacuna che si verrebbe a creare. Marco Beneforti del Comitato per il Wwf di Pistoia e Prato e Antonio Sessa di Legambiente (circolo di Pistoia) esprimono preoccupazione. «Più volte – dicono - l’Italia è stata richiamata per la scarsa attenzione al suo patrimonio ambientale e per tutta risposta viene annichilita la polizia che da sola accerta un terzo dei reati ambientali sul territorio. Auspicando la modifica del testo i– specificano Beneforti e Sessa - chiediamo un intervento della Regione affinché vengano presi provvedimenti finalizzati alla prosecuzione dell’attività di controllo e repressione degli illeciti in campo ambientale da parte della Polizia provinciale o l’accorpamento di questa al Corpo forestale». Con il decreto legge le funzioni della polizia municipale, che dovrebbe transitare nel corpo dei colleghi della municipale, passano in mano al Comune. «Ma con quale funzioni? - Si domanda il comandante della Polizia provinciale di Prato, Michele Pellegrini - Il testo del 19 giugno è ancora nebuloso e non sono stati fissati dei paletti. Chi si occuperà della tutela ambientale, di quella degli animali, del bracconaggio? I miei uomini hanno una preparazione specifica e trovo assurdo che si venga a smantellare questo corpo. Se mi tolgo la giacca della mia divisa, anche da cittadino faccio la stessa considerazione – aggiunge Pellegrini – perché chi ci rimette alla fine è la collettività che perde quanto svolgiamo sul territorio. Il comandante Michele Pellegrini, alla guida della Polizia provinciale di Prato dal febbraio del 2010, sottolinea come, nonostante l’organico sia di 12 persone (compreso un amministrativo), gli interventi portati a termine siano stati tanti. «Si è creato un rapporto di fiducia fra noi e le persone – spiega il comandante – Prima dell’inizio dell’ultima stagione venatoria, ad sempio, abbiamo tenuto tre incontri molto partecipati insieme ai cacciatori per spiegare loro tutte le regole da seguire così da non incappare in sanzioni. Noi, infatti, siamo per la prevenzione». Pellegrini sostiene che non ci sarebbe nessun problema ad essere inglobati con la Municipale ma creando un nucleo ad hoc di chi proviene dalla polizia rovinciale e mantenendo gli stessi compiti specifici, oppure creare un’agenzia a livello regionale di guardie ma sempre con le stesse competenze. Al momento, dunque, ancora nebbia all’orizzonte.
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