Il Tirreno

Prato

Enrico Rossi: "I controlli nelle ditte cinesi li rifinanzieremo da capo"

Cristina Orsini
Da sinistra Nicolosi, Rossi e Biffoni
◗
Da sinistra Nicolosi, Rossi e Biffoni

Nel convegno sul contrasto allo sfruttamento un nuovo patto tra Regione, Comune e Procura per più sicurezza nel lavoro e contro l'evasione fiscale. Il presidente della Regione annuncia un concorso per l'assuzione di un contingente di ispettori Asl

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Procura della Repubblica, Comune di Prato, Regione tutti contro il lavoro illegale. E’ il nuovo patto stretto tra istituzioni per eliminare dal distretto di Prato, o almeno provarci, nero, evasione fiscale, sfruttamento del  lavoro. Dovunque si trovino. Nel convegno il "Contrasto allo sfruttamento lavorativo dei migranti: il modello Toscana" che si è svolto a Prato all’Urban Center di via Mazzini, organizzato dal Comune con il patrocinio dell'Anci, i punti fermi li ha messi il governatore Enrico Rossi: “I risultati dei controlli che ormai proseguono da un anno e mezzo (dopo il rogo della Teresa moda dove morirono 7 operai cinesi ndr) sono stati molto buoni, per questo li ricominceremo da capo perché – ed è questa una cosa che ho imparato dai magistrati – i risultati si ottengono se si mantiene la pressione costante e ininterrotta”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11754480:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/enrico-rossi-sulle-aziende-illegali-i-controlli-ricominceranno-da-capo/48970/50152]]

Lotta dura con il consenso e l'aiuto del sindaco Matteo Biffoni che ha garantito la prosecuzione: “di una lotta senza quartiere all’illegalità, siamo aperti e accoglienti verso chi si vuole regolarizzare, saremo inflessibili con chi invece vuole continuare a non rispettare le regole”. E con il supporto della procura che ha avviato un lavoro strutturato sui risultati dei controlli. “Fondamentale  - ha detto il procuratore capo Giuseppe Nicolosi – che qualcuno vada fisicamente a bussare alla porta delle ditte irregolari. In questo modo si può trovare la chiave per verificare i fenomeni di sfruttamento e, grazie alla collaborazione del Comune, incentivare l’emersione dei clandestini  che denunciano in cambio di forme di protezione”.  

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11754477:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/matteo-biffoni-ottimi-risultati-con-la-protezione-a-chi-denuncia-condizioni-di-schiavitu/48971/50153]]

Guardia alta dunque anche per mantenere costanti i risultati: su 7.700 aziende da controllare, 3.000 hanno ricevuto la visita degli ispettori Asl (70 nuovi assunti con contratti a tempo determinato dalla Regione) “e di queste tremila – prosegue Rossi – l’83% ha pagato le sanzioni elevate e ha fatto gli adeguamenti previsti.  E’ così che siamo riusciti a eliminare 200 dormitori e altrettante cucine irregolari e bombole di gas lasciate incustodite. Mi sembrano risultati insperati. Siamo riusciti a creare una breccia là dove nessuno riteneva possibile farla".

Controlli rifinanziati (per i i precedenti, dalla Regione, sono stati messi in campo 13 milioni) ma con la volontà di regolarizzare chi è impegnato sul  campo. E’ un'altra novità: se di lavoro regolare si parla lo sforzo annunciato dalla Regione è quello fare un passo in più e di investire sugli ispettori. “L’idea – dice Rossi – è quella di procedere con un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di una quota ancora da stabilire di giovani ispettori che tanto lavoro e di ottima qualità hanno fatto”. L’obiettivo di Rossi  che però sarà raggiunto non prima del 2016, è diminuire quella percentuale, molto alta – il 25% - di under 30 che non trovano occupazione.   

Non solo, mano tesa alla Procura della Repubblica  per rifinanziare il servizio civile (ora sono  18 ragazzi) che svolgono l’attività in procura “e che sono diventati – ha fatto presente il procuratore capo – assolutamente indispensabili per molte mansioni”. Ma con qualcosa di più: “La Regione si rende disponibile a fare la propria parte – ha detto Rossi - per implementare la presenza sul territori, in particolare quello di Prato, di forze dell'ordine specializzate nei controlli alle ditte. Ma è necessario trovare un accordo con il ministero e fare una legge”.

 Tre gli obiettivi “molto chiari” secondo Rossi da raggiungere: una grande battaglia per la sicurezza nei luoghi di lavoro, una collaborazione vera anche con le procura e il Comune contro la sfruttamento del lavoro e un fronte aperto contro l’evasione fiscale: “Enorme nel distretto pratese – ha puntualizzato Rossi – e che non proviene solo dalle rimesse verso l’estero.  Su questo fronte – ha scandito il governatore – non basta l’operato delle forze dell’ordine e dei sindacati, è necessario che si schierino le associazioni, la politica e tutti i cittadini”. Esplicito Rossi nell’invito a una mutazione culturale dal basso: “Lo so che Prato campa anche di rapporti economici non chiari con la comunità immigrata. Ma è arrivato il momento di eliminare gli intrecci e di procedere con trasparenza verso quel distretto produttivo del tessuto e della moda che tanto bene può fare a Prato e a tutta la Toscana”:

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore