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Prato

Mostro di Firenze, nuovi accertamenti sui presunti "mandanti"

Il delitto di Giogoli il 10 settembre 1983
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Il delitto di Giogoli il 10 settembre 1983

Nuovo filone d'indagine del Ros di Firenze su un imprenditore tedesco, morto nel 1996, che negli anni Cinquanta aveva un carbonizzo a Vaiano ed ha abitato tra il 1978 e il 1983 nella Villa La Sfacciata a Giogoli, di fronte alla quale il mostro uccise i due tedeschi

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PRATO. Nuovi accertamenti per l'inchiesta sui delitti del cosiddetto 'mostro' di Firenze, otto coppiette uccise dal 1968 al 1985 e una pista che, un'altra volta, porta a Prato. In procura a Firenze al momento nessuno vuole confermare l'esistenza di ulteriori indagini anche se nuovi controlli, effettuati da alcuni mesi dai carabinieri del Ros di Firenze, che stanno rileggendo gli atti dei processi e sentendo vecchi e nuovi testimoni e soprattutto verificando denunce e segnalazioni che in questi anni sono continuate ad arrivare, riguarderebbero un imprenditore tedesco, morto nel 1996, che negli anni Cinquanta aveva aperto un carbonizzo a Vaiano, in provincia di Prato.

I nuovi accertamenti sembrerebbero comunque concentrarsi sul secondo cosiddetto livello, quello dei presunti mandanti. In particolare sarebbe stati nuovamente ascoltati parenti e amici dell'imprenditore tedesco che tra il 1978 e il 1984 ha abitato in un appartamento di villa La Sfacciata a Giogoli (Firenze), di fronte alla piazzola dove il 10 settembre del 1983 furono uccisi due giovani turisti tedeschi Uwe Ruesch e Horst Meyer.

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Il filone d'indagine che porta all'imprenditore con un passato a Vaiano nascerebbe dalle propaggini dell'inchesta, conclusa con un'assoluzione, del farmacista di San Casciano Francesco Calamadrei e dall'inchiesta, archiviata, sul medico perugino Francesco Narducci, morto nel 1985. Proprio nell'ambito delle migliaia di pagine che riguardano queste due inchieste sono emersi sospetti su un nucleo di altre persone legate tra loro da pratiche esoteriche.

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Per l'inchiesta sui delitti attribuiti al maniaco sono stati condannati in via definitiva Mario Vanni e Giancarlo Lotti, accusati di essere gli esecutori materiali di quattro dei duplici omicidi. Pietro Pacciani, invece, morì in attesa di giudizio, dopo una condanna in primo grado, un'assoluzione in appello e un annullamento della Cassazione.

A maggio scorso il Ros aveva tra l'altro acquisito una copia della registrazione di una trasmissione tv, relativa a un reportage centrato su ultime valutazioni scientifiche di entomologi forensi e medici legali, che retrodaterebbero di un giorno la data dell'ultimo duplice delitto del maniaco, quello agli Scopeti, nel quale morirono nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, secondo l'inchiesta della procura avvenuto l'8 settembre 1985.
 

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