Il Tirreno

Prato

Via Firenze è diventata una trappola per i pedoni

Pedoni attraversano la strada in via Firenze (foto Batavia)
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Pedoni attraversano la strada in via Firenze (foto Batavia)

Prato, la consigliera Marilena Garnier accusa l'amministrazione: "Buche, auto parcheggiate che non consentono il passaggio, lavori continui per riparare le perdite idriche, incidenti frequenti in una strada sempre più trafficata"

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PRATO. Via Firenze è diventata una trappola per i pedoni: marciapiedi inesistenti, buche, auto parcheggiate che non consentono il passaggio, lavori continui per riparare le perdite idriche. Situazione aggravata soprattutto dopo l'apertura del sottopasso ferroviario tra Capalle e il Rosi, che ha comportato un ulteriore aumento di traffico per chi viene da sud e non vuole trovarsi imbottigliato sulla Declassata e sulle altre arterie alternative. Una situazione che viene puntigliosamente descritta in un'interrogazione al sindaco dalla consigliera indipendente Marilena Garnier.

"Dopo l'intervento dello scorso febbraio a un tratto di marciapiede di 55 metri - scrive Garnier - e l'attivazione di un semaforo davanti a via S.M. Maddalena, via Firenze è tornata ad essere una delle strade dimenticate dal Comune. Ci sono dei tratti di via Firenze in cui il marciapiede è assente; tratti in cui la banchina sarebbe praticabile per i pedoni ma causa mancanza di barriere protettive e conseguente sosta delle auto i pedoni sono costretti ad entrare nella sede stradale con rischio per la propria incolumità; stessa cosa accade dove il marciapiede è presente, ma sempre a causa della mancanza di barriere e la conseguente sosta dissennata delle auto diventa inutilizzabile per i pedoni".

"Tale situazione di pericolo - prosegue Garnier - è presente su via Firenze nel tratto che va dal ponte Pietrino al Rosi per ben 725 metri in direzione Calenzano e 395 metri in direzione Prato per un totale di 1120 metri. Il suddetto è uno dei tratti più trafficati della città, una vera e propria tangenziale in mezzo alle case, la cui pericolosità è documentata dagli innumerevoli incidenti. Con l’apertura del sottopasso ferroviario per Capalle, dopo il Rosi, la strada è diventata ancora più trafficata; dal momento che chi deve andare verso nord, la preferisce alla declassata, ormai cronicamente intasata".

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La consigliera prosegue analizzando una serie di situazioni puntuali di pericolosità e rischio. Poi chiede "perché dopo gli interventi del mese di febbraio e l’attivazione del semaforo davanti a via S.M. Maddalena in via Firenze, l’amministrazione comunale si è dimenticata di questa zona di Prato; perché non c’è da parte dell’amministrazione comunale una maggiore attenzione nei confronti dei cittadini e soprattutto nei confronti delle persone diversamente abili per le quali è davvero impossibile percorrere le strade sopra menzionate". Infine, "se l'amministrazione Comunale ha effettivamente posto in essere tutti gli strumenti necessari al fine di poter permettere a tutti di poter percorrere a piedi o in bicicletta i tratti di strade sopra segnalati".

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