Finanza
IL TRIBUNALE TRA FREDDO E CALDO
Da Nicola Pisano, presidente del Tribunale, riceviamo e pubblichiamo. Dopo aver più volte incontrato i redattori del “Il Tirreno” per spiegare alla pubblica opinione le problematiche e le criticità...
Da Nicola Pisano, presidente del Tribunale, riceviamo e pubblichiamo.
Dopo aver più volte incontrato i redattori del “Il Tirreno” per spiegare alla pubblica opinione le problematiche e le criticità che affliggono in questo momento l’amministrazione della giustizia a Prato, sono io a chiedere cortese ospitalità per alcune puntualizzazioni in ordine ad un articolo (a firma f.a.) comparso sulla cronaca cittadina del 4 luglio 2015, incentrato sulla frescura presente nelle aule di giustizia di sabato mattino di cui nessuno potrebbe però giovarsi, col suggerimento tra lo spiritoso e il paradossale di utilizzare i vasti ambienti per difendere gli anziani dalla calura di questi giorni.
Apprezzo anzitutto che il tribunale sia una casa di vetro aperta a qualsiasi verifica e spunto di dibattito come pochi altri uffici pubblici (penso che difficilmente un giornalista avrebbe potuto trovare tanto libero accesso per esercitare il suo diritto-dovere di informare la gente in una prefettura, in una questura o anche in una Asl). L’articolo sottolinea il paradosso di un tribunale che carente pressoché di tutto, fruisce di temperature polari di sabato quando, a parte i servizi urgenti, le udienze e le altre normali attività sono sospese. A dire il vero l’articolista dà correttamente atto che l’impossibilità di disattivare parzialmente l’impianto di climatizzazione deriva dalla sua struttura centralizzata, oltre che dal fatto che, obsoleto com’è, dovrebbe essere rinnovato di sana pianta. Per alimentare il paradosso allora vi comunico che quando le attività di giudici e cancellieri fervono, molto spesso e in vari settori l’impianto non funziona; in questi giorni nelle stanze dei giudici civili dove vengono svolte le udienze con l’utenza privata ed avvocati le temperature sono insostenibili e ben al di la dei parametri fissati per il microclima negli ambienti di lavoro. Anche gli avvocati più volte hanno rilevato l’insostenibilità della situazione ed io mi affanno continuamente a chiedere interventi tecnici che mettono toppe qua e là ma non risolvono il problema. Proprio questa mattina un giudice ha proceduto all’ascolto di una ragazza minorenne per la quale è stata avanzata istanza di interruzione della gravidanza in una stanza esposta ad est dove la temperatura, per il mal funzionamento dell’impianto, sfiorava i 30 gradi, tant’è che la giovane esaminata ha manifestato segni di malore (aggiungo che l’impianto viene chiuso dal primo pomeriggio del sabato fino al lunedì mattina per cui quando si arriva ad inizio settimana tutti i locali dei tribunale sono dei forni, come appunto accade in questi giorni). Ecco, facciamo venire pure i pensionati di sabato per una partita di ramino o una sfida a bocce, ma informiamoli anche che alla frescura sprecata del sabato mattina in alcune aule di giustizia corrisponde l’enorme disagio cui è sottoposto negli altri giorni il personale del tribunale assieme ai cittadini che vi accedono e all’avvocatura che più intensamente lo frequenta.
Nicola Pisano
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