Italia
Il corredo del bebè è un’impresa
La storia di Benedetta, che ha sfondato in un settore di nicchia: la biancheria per neonati
PRATO. Avendo un figlio piccolo, sa quanto la biancheria per neonati possa avere un valore affettivo particolare, dal classico corredino alle liste nascita. Coordinati di lenzuola, copertine e paracolpi per lettini, asciugamani, morbidi cestini portaoggetti e tutto ciò che entra nella vita quotidiana del bebè: mamma Benedetta Frosini ha fiutato in questo segmento odore di impresa. E l’ha messa in piedi, con tanti sforzi e sacrifici i cui frutti stanno sbocciando adesso. Le iniziali di mamma e figlio, Benedetta e Luca, compongono il nome di questa start-up tutta al femminile nata a Prato che sta sfondando in un settore di nicchia: produrre biancheria per neonati, dalla scelta del tessuto di qualità al confezionamento dell’articolo con quel tocco di personalizzazione che rende unico il capo. «Ho pensato che avrei dovuto sviluppare un prodotto non esistente sul mercato, fatto di manualità e alta artigianalità - racconta la mamma imprenditrice - Lungi da me voler competere con grandi marchi “industriali”. Così sono partita da zero a quarant’anni creando la mia prima linea di campionario. E come fa ogni buon imprenditore pratese, ho iniziato a girare per negozi con la mia valigetta per vendere gli articoli e farmi conoscere». I capi col marchio “Benelù” vengono distribuiti da una rete di negozi di alta fascia nel centro-nord Italia, da Prato a Massa, da Torino a Perugia. Prossima sfida: una piattaforma e-commerce per vendere on line i privati, disponibile a giorni. Del resto, la passione per ago e filo Benedetta ce l’aveva fin da piccola. Sepolta in un cassetto nei lunghi anni in cui ha fatto prima l’impiegata commerciale per un lanificio per poi passare a lavorare come commessa in un negozio di articoli per bambini. Nel frattempo Benedetta è diventata mamma e l’ambiente di lavoro col contatto con altre mamme risvegliava in lei l’antico sogno di aprire di mettersi per conto proprio magari guardando proprio al mondo dei più piccoli. «Ho fatto la pazzia, un salto nel buio ben sapendo che per i primi tempi non avrei avuto ricavi. Mi ha dato un piccolo sostegno anche la Provincia con i finanziamenti per le start-up - racconta Benedetta - La spesa più grande è stata l’acquisto dei tessuti per creare il magazzino, per il resto la scelta di investire su un settore di nicchia come questa mi sta premiando: sapevo che un prodotto specifico come il mio veniva richiesto». Chilometri di stoffa (la materia prima proviene dal distretto e da un’azienda spagnola specializzata in tessuti per bambini), macchine da cucire e taglia e cuci costituiscono i ferri del mestiere che Benedetta maneggia quotidianamente nella sua bottega-laboratorio di Coiano. L’affianca una collaboratrice, anche lei brava a cucire, perché ora la “Benelù” ha ingranato la marcia e le richieste iniziano a essere tante. «Lavoro principalmente su liste nascita, sono i negozi a dettare la tempistica: a volte mi capita di fare le corse perché le mamme partoriscono prima. Quando creo una mini-collezione per i bimbi è come se lavorassi per mio figlio, per questo il riscontro delle clienti attraverso i negozi che rifornisco è importante».
Maria Lardara
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