Il Tirreno

Prato

Matrimoni più cari e in diminuzione

di M;aria Lardara
Matrimoni più cari e in diminuzione

Aumentano le unioni miste secondo i dati dell’Anagrafe. Per la prima volta due donne pratesi hanno sposato cinesi

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PRATO. Anche il fatidico "sì" ha un suo prezzo e può essere calcolato in base al tariffario dei servizi individuali, quello allegato al bilancio di previsione 2015 del Comune di Prato.

Poco romantico? Forse. Fatto sta dal primo luglio di quest'anno le coppie non residenti in città che si dichiareranno eterno amore in Municipio devono scucire un obolo anche se convolano a nozze in orario di servizio o nei giorni feriali.

Anche se scelgono la "fredda" cornice degli uffici di piazza San Niccolò dove hanno sede i servizi demografici. Per la verità fu la giunta Cenni a decidere nel 2010 di far pagare agli sposi l'utilizzo della saletta matrimoni o del salone consiliare, mantenendo la gratuità solo per chi si sposa nell'ufficio di stato civile, nella saletta matrimoni o nel salone consiliare.

Ora si paga sempre, feriali o festivi, se i promessi sposi non hanno la residenza nel Comune in cui si sposano. A ben guardare, la tassa sul matrimonio rischia di far spendere soprattutto le coppie straniere, per lo più cinesi, che in città hanno solo il domicilio e non la residenza.

E quindi il rito costa 100 euro se viene celebrato durante l'orario di apertura degli uffici di stato civile, 150 se il lieto evento si celebra nella saletta matrimoni, 200 in salone consiliare, sempre in orario di servizio appunto. Nessuna spesa invece se uno dei coniugi è residente mentre le tariffe di matrimonio per sposarsi di sabato e domenica nella saletta matrimoni o nel salone consiliare non sono state ritoccate per i residenti o per chi arriva da fuori Prato.

La cifra più alta? 500 euro per avere come location il suggestivo salone consiliare del Palazzo Comunale se gli sposi non sono residenti, mentre se almeno uno dei due è residente la coppia può cavarsela con 350 euro.

Ma quanto potrebbe incassare il Comune dal balzello sui matrimoni? Non poco, davvero.

Secondo i dati dell'ufficio statistica del Comune, a Prato nel 2014 sono stati siglati 443 matrimoni fra rito civile e rito religioso (in passato è sempre stato il primo a prevalere), un dato in lieve calo rispetto al 2013 quando furono 461.

Fiori d'arancio in aumento per le coppie "miste, specchio di una città sempre più multietnica e multiculturale: a dire "sì", 70 coppie con uno dei due sposi di nazionalità straniera. Basti pensare che nel 2010 furono solo 56, 55 addirittura nel 2013.

Ci si sposa sempre meno, invece, fra italiani con 288 matrimoni nel 2014 (324 nel 2013) mentre fra gli stranieri 85 coppie si sono scambiate le promesse nuziali, in calo rispetto al passato (198 nel 2012).

Prendono piede invece, come si è già detto, i matrimoni "misti".

Sono 58 i pratesi che nel 2014 hanno scelto una donna di nazionalità non italiana (in aumento rispetto al 2013): le romene e le donne dell'Europa orientale hanno avuto la meglio (21) insieme alle spose provenienti dall'Europa unita (10). Dodici coppie sono convolate a notte con entrambi i coniugi stranieri ma di nazionali diverse .

In quattro casi di nozze convolate con italiani la cittadinanza della sposa era cinese e, per la prima volta analizzando lo storico dei dati statistici, è accaduto che due italiane sposassero un uomo cinese a Prato. Almeno l'amore, insomma, non bada a differenze etniche o culturali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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