Anziani ladri di frutta. Ma per fame
Gli ambulanti del mercato raccontano un fenomeno in aumento. La Caritas: "Molti aiutano i figli e rimangono con quasi nulla". Due storie di solidarietà.
PRATO. Rubare per fame è un fenomeno in aumento, soprattutto fra i banchi del mercato. A improvvisarsi ladri sono anziani, tra i 70 e 75 anni, che non riescono ad arrivare alla fine del mese e quindi “arrotondano” con frutti, non più di due, oppure con ortaggi, magari un peperone o tre pomodori, quello che basta per imbastire la cena. I banchi scelti sono quelli più grandi, dove i controlli sono più difficili, nel momento di maggior ressa. «Ormai – racconta Kevin Scanu- hanno affinato una vera e propria tecnica: generalmente si fingono gobbi, o forse visto l'età lo sono veramente, e quindi si trovano molto vicino alla merce esposta che in parte coprono con il corpo, chiedono due sacchetti, uno lo tengono in vista, ma lo riempono poco, l'altro è quasi per terra e generalmente è più pieno. Poi consegnano il sacchetto più leggero, spesso soltanto con tre frutti, pagano e vanno via rubando quello più pesante. L'ultimo furto è avvenuto la scorsa settimana. Non ho fatto denuncia, anche se ho visto chiaramente il colpevole».
C'è chi arriva coi soldi contati e mi fa togliere la frutta dal peso. Non tutti sono però così accondiscendenti. «Purtroppo sta diventando un problema- spiega Fabrizio – capisco il dramma umano, ma non posso permettermi di regalare la merce. Quando scopro il ladro, chiunque sia, lo inseguo e gli faccio pagare cento euro a prescindere, così si mette in pari con i furti di cui non mi sono accorto. Tanto chi ruba una volta lo fa in continuazione. Se ogni volta che faccio il mercato mi rubano un chilo di frutta a fine anno il danno si sente». Qualche volta capita che venga messo in tasca un cetriolo e basta. «Se me ne accorgo – racconta Valentina Cappelli - con delicatezza gli chiedo di pagare. Più spesso mi capita che queste persone anziane arrivino con i soldi contati, magari cinque euro, e se peso più abbondante mi fanno levare la frutta.La tristezza è che non posso permettersi di spendere neppure un euro in più».
Il senso di pietà non sempre scatta . «Quest' inverno – ricorda Daniele Steccato - mentre stavo caricando la merce sul furgone mi sono girato e ho visto una donna che metteva le patate in un sacchetto. L'ho guardata e lei mi ha risposto che per quattro patate non andavo in rovina. Ho fatto fatica a controllarmi: la povertà la capisco l'arroganza no. Così le ho detto di pagarmi e lei se ne è andata». Nessuna appropiazione indebita, invece fra i banchi gestiti da commercianti cinesi . «Ci fidiamo dei nostri clienti- per ora non ci siamo mai accorti di nulla. Eppure controlliamo quello che succede dall' alta parte». Nessun problema neppure per chi gestisce banchi che vendono primizie o frutti poco nutrienti. «La nostra merce non interessa – spiega Francesco Risaliti – vendo soprattutto frutti di bosco e questi non sfamano nessuno».
In aumento chi rovista tra gli avanzi di fine mercato. Non solo aumentano i furti, ma anche la quantità di persone che, smontato il mercato, rovista fra la spazzatura in cerca di frutta e verdura. Con le nuove regole, per cui bisogna fare la raccolta differenziata e quindi separare l'organico dall' indifferenziato, i commercianti riuniscono tutti gli scarti nei sacchi, agevolando di fatto i nuovi poveri che devono solo prendere il sacchetto e portarlo a casa. I primi disperati arrivano verso le 13, anticipando i mezzi di Asm, indipendentemente dal freddo o dal caldo torrido, la fame è più forte delle intemperie. Addirittura i ritardatari cercano dentro i cassonetti. «Questo fenomeno – racconta Marco Badalamenti – è tipico di Prato, nelle altre città è più raro vedere persone che rovistano nella spazzatura. E' capitato anche che venissero a rubare da me, se me ne accorgo urlo e così in modo remissivo e con un po' di vergogna, lasciano la refurtiva e se ne vanno via. Mi dispiace molto, ma bisogna mettere delle regole». Furti no, carità si. Così la pensa Giovanni. «Se mi chiedono di regalargli un frutto non ho problemi a farlo, non mi cambia la vita, ma non tollero i ladri e gli imbroglioni. Al mio banco nessuno si può servire da solo, guardando le persone negli occhi mi accorgo se hanno veramente fame, in questo caso sono disposto anche a regale tre chili di frutta. Ci mancherebbe altro».
Aiutano i figli e rimangono con poco. A confermare il peggioramento delle condizioni economiche degli anziani anche la direttrice della Caritas Idalia Venco. «Sono sempre di più quelli che si rivolgono all' Emporio per avere la tessera. E' purtroppo la conseguenza di questa crisi economica: prima riuscivano a vivere con la loro pensione, ora devono aiutare i figli e quindi non ce la fanno a fare la spesa. Vengono alla Caritas per chiedere il pagamento delle bollette o delle medicine, molte di quelle che vengono prescritte non godono dell' esenzione. Generalmente hanno una pensione di 500 euro e quindi devono scegliere cosa acquistare, se gli resta qualcosa, dopo aver pagato affitto e utenze. Penso che i furti di frutta siano anche legati alla stagione: d'estate fa caldo e avrebbero bisogno di vitamine, ma pesche e albicocche sono troppo care per i loro borsellini. Gli anziani son il vero problema della povertà, ormai hanno finito il piccolo capitale che avevano messo da parte, facendo le formiche per tanti anni, e la pensione non è più sufficiente, neppure per comprarsi un po' di cibo».
LE STORIE
Francesca e il sogno proibito dei funghi. Francesca, una signora sulla settantina, ogni lunedì si presentava davanti al banco di Carlo guardando i fungi. Ogni settimana lo stesso commento: “Belli ma tu li fai troppo cari”. Ogni volta se ne andava per ripresentarsi la settimana successiva. “Questa storia – racconta l'ambulante – è andata avanti per un paio di mesi, dopo spazientito le ho detto, anche in modo un po' brusco, che se non le piaceva la mia merce poteva fare a meno di venire. Ma la donna mi ha dato una risposta che mi ha lasciato senza fiato: sono cari per le mie tasche. I funghi mi piacciono tantissimo e ora posso solo ammirarli, un tempo potevo permettermi di acquistarli, ma ora i tempi sono cambiati. La mia non è una critica verso di lei, è un modo per farmi coraggio, sono veramente profumati e belli”.Carlo si è commosso e da allora ogni settimana prepara a Francesca un sacchetto con dentro un grosso fungo. “Lei è felice e io pure, è una donna dignitosa che è giusto aiutare. In realtà non mi ha chiesto nulla, ma ha molto apprezzato il mio piccolo gesto”.E finalmente la donna può mangiare i suoi funghi e non accontentarsi di sentirne solo il profumo.
Massimiliano e la sua nonna adottata.Tutto è nato per caso. Massimiliano, ambulante di frutta al mercato di Prato, un giorno stava correndo sulla pista ciclabile di viale Galilei, quando ha incrociato una signora anziana che gli ha fatto un cenno di saluto. Una cliente? Forse. Con la coda dell'occhio si è reso conto che la donna stava a fatica a trasportando la borsa della spesa. Ha invertito il senso di marcia e raggiunto l'anziana per chiederle se avesse bisogno. La signora ha accettato l'aiuto e gli ha chiesto anche se potesse prendere un altro sacchetto rimasto vicino al ponte Datini.
Massimiliano a quel punto si è caricato della spesa della signora e l'ha accompagnata a casa, poco distante dal punto dove si erano incontrati. “Quando sono arrivato nel suo appartamento mi è bastata un' occhiata per rendermi conto che viveva in una condizione di estrema povertà, così le ho consegnato le sue borse e me ne sono andato, con una grande tristezza nel cuore”. Il giorno dopo, terminato il mercato, Massimiliano ha preparato una borsa con della frutta e della verdura e l’ha lasciata davanti all' ingresso dell' appartamento della signora con un biglietto: “Da parte del suo podista accompagnatore”. Un gesto che ora ripete ogni settimana.
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