Il Tirreno

Prato

A rischio la metà delle assunzioni previste dal Comune

di Francesco Albonetti

Sono al riparo da una sentenza della Corte dei conti solo il concorso per 10 fra educatori e assistenti sociali

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PRATO. Il Comune torna ad assumere dopo svariati anni, o meglio ci prova. Se tutto va bene, dovrebbero andare in porto 10 delle 20 assunzioni previste, la metà esatta. Perché oltre a dover fare i conti con la legge di stabilità di fine 2014 che bloccava le assunzioni per due anni - blocco parzialmente modificato col decreto Del Rio sull'abolizione delle Province e, più di recente, con il decreto del Consiglio dei ministri sugli enti locali - è alle prese anche con una sentenza della Corte dei conti emessa a metà giugno. La sentenza stabilisce che prima di bandire nuovi concorsi o di pescare dalle graduatorie degli enti vicini, occorre che tutti gli esuberi delle Province siano stati ricollocati. Con un'eccezione: l'unica deroga è prevista per i profili "infungibili", cioé quelle professionalità necessarie al Comune che in provincia non si trovano. Ed è su questa eccezione che l'amministrazione Biffoni conta per portare a termine entro tempi ragionevoli almeno dieci, cioé la metà, delle venti assunzioni programmate a inizio giugno nel piano allegato al bilancio.

«Ci sono profili infungibili che non si trovano in Provincia - spiega l'assessore al bilancio Benedetta Squittieri - e sono gli insegnanti e gli assistenti sociali. Su queste figure la legge fa chiarezza e l'osservazione è stata accolta dal governo e recepita dalla Corte dei Conti. Noi abbiamo bisogno di 6 maestre di nido e 4 assistenti sociali». «La questione è molto più complessa per le altre dieci assunzioni previste - prosegue l'assessore - Abbiamo previsto 7 istruttori amministrativi, tecnici e contabili più tre funzionari: un funzionario tecnico da inserire nel settore dell'urbanistica alle prese con il nuovo regolamento urbanistico, un funzionario amministrativo e un geologo. Una figura, questa, che è sempre mancata nell'organico del Comune di Prato e di cui abbiamo un gran bisogno e siamo costretti a ricorrere a incarichi esterni, con ovvio aggravio di spesa».

Per assumere queste dieci persone non basta bandire un concorso, come l'ente locale farebbe in tempi "normali": occorre tener conto degli ultimi decreti del governo Renzi usciti negli ultimi otto mesi e della famosa recente sentenza della Corte dei Conti. «E' una questione tutta burocatica ma, alla fine, penso che si tratterà solo di ritardare i tempi delle nuove assunzioni - prosegue Squittieri - Un margine di azione ci è dato dalla possibilità di utilizzare risorse ricavate dai residui del turn over di anni precedenti al 2014. In ogni caso, prima di avviare percorsi di assunzioni e bandire concorsi, sono necessarialcuni passaggi, con allungamento dei tempi».

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