Il Tirreno

Prato

Truffa e falso, assolta imprenditrice agricola

Prato, la donna aveva fatto richiesta per ottenere un'agevolazione sulla fornitura di gasolio dichiarando cose non vere, ma secondo il giudice lo ha fatto in buona fede

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PRATO. Si è concluso con un’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” il processo nei confronti di una imprenditrice agricola pratese di 35 anni, difesa dall’avvocato Luca Brachi, che era accusata di falso ideologico e truffa ai danni dello Stato in relazione alla fornitura di gasolio per uso agricolo. Alla donna era stato contestato di aver chiesto l’agevolazione affermando alcune cose non vere nella dichiarazione telematica inviata all’ufficio competente della Provincia. “In realtà – spiega l’avvocato Brachi – la mia assistita ha sempre fatto le dichiarazioni cartacee senza ricevere alcuna contestazione. Quando è entrata in vigore la dichiarazione telematica, il patronato che la doveva inoltrare si è accorto che certe voci non c’erano e ha proposto di sostituirle con altre”. Al processo, che si è svolto davanti al giudice monocratico Micaela Lunghi, ha testimoniato anche la funzionaria della Provincia, che ha riconosciuto la buona fede dell’imputata, così come il giudice, che alla fine l’ha assolta.

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