Sicurezza
Saldi, a caccia dell’affare nonostante il caldo
Prato, ci sono negozi che non fanno sconti e chi punta il dito contro i varchi elettronici. Ma al centro commerciale i Gigli oltre duemila persone hanno atteso l’apertura
PRATO. Al via i saldi di luglio con ribassi anche del 70%, ma il caldo non ha invogliato, a fare la coda davanti ai negozi. I commercianti sperano però in un cambio di tendenza durante la settimana, magari con temperature meno elevate. Da Intimissimi e da Tezenis, la fila per pagare arriva anche a quindici minuti, si difendono bene anche i negozi per abbigliamento da bambini dove le mamme hanno acquistato, in parte, capi di abbigliamento in crescita, facendo scorta per il prossimo anno. Scarpe e borse sembrano piacere meno, come anche l'oggettistica e la profumeria.
Alcuni esercizi, hanno invece optato per un' altra formula con cartelli in cui si invita a comprare a 20, 15 e 10 euro, la merce è divisa per prezzo, frequentati soprattutto dalle ragazze più giovani i negozi con prezzi contenuti, meno scelti quelli che vendono capi delle grandi firme. I commercianti cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno e ripongono le loro aspettative nel prossimo giovedì dedicato allo shopping serale nel centro storico, quando i negozi saranno aperti e probabilmente il clima meno torrido. Ma c' è anche chi, come Marco Chiani, titolare del negozio di abbigliamento Arturo di via del Pesce, ha deciso di non effettuare ribassi.
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«Non è ancora il momento di fare sconti- spiega - la stagione è appena iniziata, inoltre decido io se e comunque voglio fare lo sconto e di che entità. In un mondo dove tutto è liberalizzato è anacronistico fissare i tempi per i saldi, ciascuno dovrebbe essere libero di scegliere come fare. Non ho ancora deciso la data in cui fare gli sconti».
Tra chi invece ha aderito alla campagna promozionale, applicando ribassi del 70% c'è anche Luciano Gori del Mercatino della calzature. «Con i varchi l'amministrazione comunale ci ha messo in ginocchio, non c'è nessuno in centro sono tutti a fare acquisti ai centri commerciali dove possono arrivare direttamente con la macchina. Inoltre si fa troppa pubblicità negativa al centro, dicendo che la microcriminalità è tutta concentrata qui: anche ai Gigli e al Parco Parco ci sono continui furti, ma nessuno lo dice».
Secondo i dati dell'Ufficio Studi di Confcommercio, invece, ogni famiglia spenderà in media circa 230 euro per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature, per un valore complessivo che si aggira intorno a 3,6 miliardi di euro. Numeri questi che si confermano in linea con le vendite a saldo della stagione estiva 2014 con qualche segnale di leggero miglioramento.
Intanto ai Gigli circa 2.500 persone a partire dalle 9 di mattina hanno aspettato davanti ai quattro ingressi del centro commerciale l'avvio della stagione dei saldi estivi. L'ingresso alla struttura è stato ordinato e tranquillo mentre qualche coda si è registrata nel parcheggio del centro commerciale. I 134 punti vendita de I Gigli praticano saldi di ogni genere che, in alcuni casi, raggiungono anche quota -70%.
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. Prova dei capi: non c'è obbligo. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Indicazione del prezzo:obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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