Il Tirreno

Prato

Occhio alla tintarella in città: proteggersi come al mare

Gian Ugo Berti
la tintarella in città
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la tintarella in città

Prato, i consigli del medico a chi resta in città anche nei week end su come affrontare sole, caldo e afa

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PRATO. Strano, ma vero. Non dimenticare di utilizzare una crema con filtro solare anche in una normale giornata in città, soprattutto se si sia costretti a passare molto tempo in un luogo assolato. In pratica, i filtri solari comunemente impiegati per proteggere la pelle e favorire al contempo una corretta abbronzatura non servono solo al mare od in montagna. E’ comprensibile non rendersene conto, magari innervositi in attesa delle meritate ferie, comunque trascorrere lunghe ore sotto il sole delle città significa alla pari abbronzarsi braccia, viso, collo.

Un’estensione ridotta certo, eppure sempre importante perché si possono avere problemi anche così, là dove non si faccia la necessaria attenzione. Il tipo di pelle, in sostanza, non è uguale per tutti. Ciascuno possiede un fototipo di cute individuale, piu’ o meno scura ed in base a questa caratteristica familiare è indicato un filtro solare od un altro. A cio’ va poi ad aggiungersi il colore dei capelli ovvero è più delicato e dunque deve essere maggiormente protetto chi abbia capelli biondi o rossi. A completare il quadro, è quanto mai utile e prudente vestirsi in modo adeguato, con indumenti in grado di lasciare traspirare la cute, copricapo meglio se di colore chiaro, occhiali da sole, anche per i bambini.

Ma caldo ed afa, con elevato gradiente d’umidità, provocano nella persona una reazione di difesa naturale, tesa a mitigare la temperatura corporea con il meccanismo del sudore. Allo scopo ridurre anche il senso di disagio e per una questione di corretta igiene, è più frequente il ricorso a fare la doccia di questi tempi. Anzi, non ne uscirebbe mai da quel getto rilassante. Potreste chiedervi: quante docce si possono fare durante le 24 ore di questa stagione?

Intanto vale un criterio generale basato sul tipo d’attività che uno svolga, le condizioni ambientali in cui soggiorni più a lungo (casa più o meno aerata, zone urbane o periferiche). Poi, un concetto affatto secondario: non ha importanza quante docce si fanno in un giorno, ma quale detergente usare e quanto usarne. In sostanza, occorre preferire sempre prodotti che detergono per affinità, evitando quelli aggressivi che impoveriscono il naturale mantello idrolipidico della cute.

Deve, in particolare, essere rispettato il ph fisiologico della cute, e possibilmente usare detergenti poveri di tensioattivi (sono le sostanze sgrassanti). Comunque, fondamentali rimangono le accortezze tradizionali di bere molta acqua, circa due litri al giorno, fare pasti frugali ma più frequenti, con frutta e verdura in abbondanza, evitare l’eccesso di alcoolici ed ancor piu’ di super alcoolici, modulare l’impiego dei condizionatori d’aria, mantenendo una temperatura interna con un divario non inferiore agli otto – dieci gradi dell’esterno. Infine, avere tanta, ma tanta pazienza e prudenza. Passera’.

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