Finanza
Galceti, scienza e ambiente nel parco
Prato, l'ex Csn muore e nasce Parsec, l'obiettivo, entro il 31 dicembre 2016, è trasferire a Villa Fiorelli il Museo delle scienze planetarie di via Galcianese. Ecco tutto quello che c'è da sapere
PRATO. Non è un caso che il nuovo nome sia Parsec, l'unità di misura astronomica, ma anche l'acronimo di Parco della scienza e della cultura. Niente paura, AstroShamanta questa volta non c'era. E' solo il nuovo nome del fu Centro di scienze naturali di Galceti che sta per subire una trasformazione non indifferente, a cominciare, appunto, dal nome.
Un parco tematico. Perché Galceti, il paradiso dei camminatori(10.000 visitatori l’anno ) venuto su così, grazie alla buona volontà e alle invenzioni, si trasformerà in un parco scientifico. Almeno questa è la volontà del vicesindaco Simone Faggi, con la delega alle partecipate e del presidente Parsec Marco Morelli, direttore anche del Museo di Scienze planetarie. Particolare non secondario perché lo sviluppo di Parsec dipenderà proprio dal destino del museo di via Galcianese, voluto dalla Provincia e costruito nell'ex sede della caserma dei vigili del fuoco.
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Un matrimonio difficile. Non è una novità: Galceti, ferma restando l'attività naturalistica e ambientale (corsi, didattica, tutela della fauna ambientale, protezione civile e quanto altro) nelle intenzioni dovrà fondersi (l'assetto societario poi si troverà) proprio con il Museo di Scienze planetarie con il trasferimento delle attività ai piedi del Monteferrato. Il primo passo è stato fatto. «Abbiamo modificato - spiega Faggi - lo statuto del Centro (il via libera è stato dalla in commissione consiliare ndr) così da aprirlo ad altre funzioni, allargando il campo di azione». Le nuove funzioni sono scientifiche: «Lo studio delle scienze planetarie - dice Morelli - e la sismologia». Ovvero ciò di cui si occupa ora il museo di via Galcianese. Data possibile per la rivoluzione: non prima del 31 dicembre 2016.
C’è bisogno di tempo. Serve tempo, perché quella di Parsec sembra un'operazione semplice e invece non lo è. Se e quando andrà in porto, sarà perché la Fondazione Prato Ricerche (costituita da Provincia, Università di Firenze e Fondazione Pro Verbo) che ha sottoscritto una convenzione per la gestione del museo assieme all’Isituto di sismologia, cesserà di restare sotto l'ombrello dell'istituzione Provincia per rinascere sotto quello del Comune. Fase di transizione, dunque. Delicata.
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Pochi fondi. «La necessità è quella della sostenibilità». Parola di vicesindaco Faggi. Questo significa che i soldi per le trasformazioni sono contati: 300.000 euro per la gestione di Parsec, 150.000 tra il 2015 e il 2016 per il Museo di Scienze Planetarie (non molti visto il museo poteva contare, fino a quando sono stati messi in bilancio, di 300.000 euro della Provincia e altrettanti - euro più euro meno - grazie ai fondi reperiti da Prato Ricerche per progetti specifici) e che si dovrà fare un grande ordine negli incarichi, preservando però i posti di lavoro. E sì, perché ora tra ex Csn e Scienze planetarie ci sono 2 presidenti, 3 direttori, un vicepresidente, 11 consiglieri. Decisamente troppi. L'obiettivo - a regime - è creare una struttura snella ma in grado di gestire tutte le funzioni.
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Villa Fiorelli. E continuando a parlare di futuro prossimo e di razionalizzazione, molto verrà fatto sugli immobili del parco. Ed è qui la novità. «Abbiamo accantonato ogni e qualsiasi progetto faraonico - afferma Faggi - nato in questi ultimi anni. Sappiamo già quanto potremo investire: circa 3 milioni di euro e dentro questo budget bisognerà stare». Cosa significa? «Che useremo - dice Morelli - quello che già abbiamo». L’idea è quella di mettere in pista la grande e bella Villa Fiorelli, di proprietà comunale, che ora accoglie una locale piuttosto in voga. «Abbiamo dato mandato agli uffici tecnici - spiegano Faggi e Morelli - di trovare soluzioni progettuali per costruire nuovi spazi (sul retro della villa così da non essere impattanti ndr)in grado di contenere le sale espositive del Museo Planetario». In pratica l’attuale corpo della villa accoglierebbe uffici, sale didattiche, rettilario, sedi dei volontari, protezione civile. Dietro, nella parte nuova, verrebbe realizzata l’area espositiva. Non solo, sempre nell’ottica del risparmio, potrebbe essere rivisto - in tempi congrui - il contratto d’affitto per 45.000 euro l’anno con la diocesi per l’uso di un’ala dell’ex convento dove oggi si svolgono le attività del centro. «Con i tre milioni di euro infine - prosegue Morelli - vorremmo anche ampliare l’osservatorio astronomico».
Nuovi percorsi. Certo, per andare a Galceti non bisognerà aspettare le trasformazioni annunciate e i tempi della burocrazia. «Il parco è aperto, l’attività anche quest’estate è ricchissima - afferma Morelli - ma abbiamo in cantiere anche una serie di interventi che inizieranno prestissimo». Galceti verrà ripulito dalle strutture non più usate (l’area daini, per esempio), dai pezzi di recinzioni caduti e mai tolti, ma soprattutto verranno ripristinati antichi percorsi oggi scomparsi in mezzo alla vegetazione. «Si tratta di rinaturalizzare il parco - conclude Morelli - per poterlo vivere al meglio».
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