Gioco
Condizionatori "a palla" nelle aule deserte del tribunale
Un paradosso a Prato, dove le proteste per le gravi carenze d'organico del Palazzo di giustizia sono all'ordine del giorno. Il sistema centralizzato non consente di regolare i singoli impianti
PRATO. Ambienti grandi e capienti, deserti e, soprattutto, freschissimi. Nessuna udienza prevista per l'intera giornata. Così si presenta quasi ogni sabato mattina il Palazzo di Giustizia di Prato in piazza Falcone e Borsellino. Un luogo che potrebbe adattarsi, visto che in questi giorni siamo in tema, ad ospitare gli anziani soli in caso di calura eccezionale, come veniva consigliato qualche anno fa per i centri commerciali. Tra una partita di ramino nell'aula delle udienze collegiali e una sfida di bocce nei corridoi del primo piano, avrebbero modo di trascorrere qualche ora senza rischiare il colpo di calore, anzi, magari qualcuno di loro potrebbe buscarsi una polmonite.
Battute a parte, aule e corridoi grandi e vuoti con condizionatore a palla regolato su temperature intorno ai 16°, è un vero spreco in un tribunale come quello di Prato le cui note carenze di organico sono materia di proteste, scioperi e interrogazioni. Ci spiegano che con un sistema di condizionamento centralizzato come quello attuale, non è possibile regolare i singoli "split" distribuiti nei vari ambienti del tribunale. Pertanto, visto che comunque il tribunale è aperto e qualcuno lavora anche il sabato, bisogna fare buon viso a cattivo gioco. Bisognerebbe cambiare tutto l'impianto, ma non ci sono soldi. Costi esosi per l'aria condizionata e carenze d'organico del tribunale: un paradosso che grida vendetta. (f.a.)
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