Il Tirreno

Prato

Profughi accolti in un residence sanitario a Maliseti

Cristina Orsini
I profughi accolti nell'ex scuola Santa Caterina de Ricci (foto Batavia)
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I profughi accolti nell'ex scuola Santa Caterina de Ricci (foto Batavia)

Sono saliti a quota 280, 35 in più del tetto massimo, quelli arrivati a Prato. Il vicesindaco Simone Faggi: "Siamo al limite dalla sostenibilità", oggi in Prefettura apertura del bando con le offerte per altri 150 posti letto

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PRATO. Altri sedici, arrivati e andati via immediatamente. Sedici tra somali, siriani, un nigerino. Gli ultimissimi arrivi di profughi, questa volta, non andranno a ingrossare la conta dei migranti ospitati a Prato ma è solo un caso: «Ora davvero siamo al limite - afferma il vicesindaco Simone Faggi - Tanto che attiveremo subito un’altra struttura».

 Il numero di migranti approdati in città e in cerca di aiuto è salito a 280, trentacinque in più del limite massimo fissato a 245 e superato ormai da due settimane. Il fatto è che gli sbarchi lungo le coste italiane continuano «ed è impossibile capire - continua Faggi - che cosa succederà nei prossimi giorni». Piene le 19 strutture gestite per l’accoglienza dalle cooperative Santa Rita, Pane & Rose e Astir, necessario trovare altre strutture.

Una verrà attivata in tempi record: «Si tratta di una palazzina privata a Maliseti - spiega il vicesindaco - che avrebbe dovuto essere usata come residence sanitario e nella quale riusciremo a dare ospitalità a 25 migranti».
La palazzina a Maliseti era stata progettata come struttura privata per i post ricoveri ma non è mai entrata in funzione, i proprietari si sono offerti di utilizzarla per dare accoglienza.

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E non sarà l’unica. Oggi, sabato 4 luglio, la Prefettura aprirà la busta con le offerte per il bando - emesso già qualche settimana fa - con il quale si cercano strutture in grado di accogliere nuove 150 persone. D’accordo con la Prefettura, il Comune  predilige quelle situazioni di accoglienza nelle quali si possano raggruppare un buon numero di migranti, evitando di disperderli in appartamenti  disseminati sul territorio. Questo, da un lato,  per semplificare l’assistenza e dall’altro per rendere più efficaci i controlli. Si vedrà ben presto quali altre strutture si faranno avanti.

«Si tratta comunque - prosegue Faggi - di un numero di profughi al limite della sostenibilità». Una questione che il sindaco Matteo Biffoni ha già fatto presente in una riunione a Roma a Palazzo Chigi qualche giorno fa e che ha ribadito al presidente della Regione Enrico Rossi in un nuovo incontro. La strada che ormai sembra obbligata è coinvolgere nell’accoglienza quei  comuni toscani - oltre un centinaio -  che ancora non hanno dato la propria disponibilità convincendoli ad allestire delle strutture.  

Nel comprensorio pratese solo Cantagallo  ancora non ha dato supporto ad alcun contigente di migranti  ma il sindaco Guglielmo Buongiorno sta allestendo alloggi per dare ospitalità fino a un massimo di dieci persone. Rischiano però di essere una goccia nel mare.
 

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