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Andavano in palestra durante l'orario di servizio, indagati due poliziotti
Perquisite le case e gli uffici di un ispettore capo e di un assistente capo della polizia stradale: uno dei due è accusato anche di aver fatto un secondo lavoro. Sono stati trasferiti in un altro comando ma non sospesi
PRATO. Negli orari di lavoro andavano in palestra, a fare jogging, a prendere il figlio o addirittura a fare un secondo lavoro. Queste le accuse mosse dalla Procura nei confronti di due poliziotti della polizia stradale in servizio a Prato, le cui case e i cui uffici sono stati perquisiti nelle prime ore della mattinata di oggi, 3 luglio, dalla squadra mobile di polizia su disposizione del sostituto procuratore Antonio Sangermano. L'indagine, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e condotta in prima persona dal capo della squadra mobile Francesco Nannucci, è scattata nei primi mesi dell'anno, probabilmente grazie a una segnalazione interna (su questo gli inquirenti mantengono il riserbo).
I due poliziotti, un ispettore capo e un assistente capo di 47 e 50 anni, sono accusati a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, peculato e falso ideologico. La squadra mobile ha organizzato appostamenti, ha piazzato rilevatori gps, scattato foto e girato video. Una mole di materiale che al momento sembra inchiodare i due poliziotti alle loro responsabilità. Nei giorni a cavallo tra il 18 e il 20 marzo, in particolare, li si vede fare jogging insieme in orario di servizio, uno dei due va a prendere il figlio alla stazione, un altro frequenta assiduamente la palestra Virgin Active del Parco Prato, anche durante i periodi di congedo per malattia. Agli inquirenti risulta anche che l'ispettore capo tenesse regolarmente corsi di scuola edile, a pagamento, durante l'orario di servizio. Ora il comando della Stradale dovrà decidere se sospendere, come appare scontato, i due poliziotti indagati. Gli inquirenti si limitano a dire che su questo fronte non verrà abbassata la guardia, perché chi porta la divisa deve dare l'esempio.
Si è poi appreso che i due poliziotti della Stradale sono stati trasferiti in un altro comando della Toscana. Dunque non sono stati sospesi dal servizio, verosimilmente perché siamo ancora all'inizio delle indagini e non c'è nemmeno una richiesta di rinvio a giudizio. Lo ha deciso il dirigente del Compartimento della polizia stradale.
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