Il Tirreno

Prato

Condannato il vigile urbano che derubò i cinesi

di Paolo Nencioni
Controlli in una confezione cinese (archivio)
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Controlli in una confezione cinese (archivio)

Era accusato di essersi appropriato di 300 euro durante il controllo a una confezione gestita da orientali in via del Molinuzzo

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PRATO. È stato condannato a due anni e due mesi di reclusione l’agente di polizia municipale che lo scorso 11 marzo era stato sospeso dal servizio perché accusato di aver rubato 300 euro durante un controllo degli ispettori del Dipartimento di prevenzione dell’Asl in una confezione cinese. Antonio Pergolizzi è stato giudicato col rito abbreviato e il gup Angela Fantechi ha sposato la tesi del pubblico ministero Lorenzo Gestri, che aveva calcolato la pena in tre anni e tre mesi, diminuita a due anni e due mesi per il rito. Lo stesso pm ha chiesto che all’imputato non venissero concesse le attenuanti generiche, in quanto ha commesso il reato indossando la divisa e aveva già un precedente risalente a molti anni fa. Pergolizzi infatti doveva rispondere anche di false attestazioni perché durante l’interrogatorio in Procura disse di non aver avuto altri guai con la giustizia, mentre in realtà era stato accusato di furto e sostituzione di persona, una circostanza che non era a conoscenza del comando della polizia municipale.

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I fatti. Come detto, l’agente ha partecipato lo scorso 5 febbraio in uno dei controlli alle confezioni cinesi, quelli decisi dalla Regione dopo l’incendio della Teresa Moda di via Toscana. Non era direttamente coinvolto dei controlli, ma doveva limitarsi a dare un supporto agli ispettori dell’Asl. Rimasto solo in una stanza della confezione Extrapiuma di Xu Xue Mei in via del Molinuzzo, avrebbe ceduto alla tentazione di prelevare denaro contante da un cassetto. Ad accorgersi dell’ammanco fu la confezionista cinese, ma siccome nessuno aveva visto chi aveva preso i soldi, la donna suggerì di vedere le immagini di una telecamera di sorveglianza di cui evidentemente Pergolizzi non si era accorto. E sono state le immagini a inchiodarlo. In prima battuta ha detto di aver preso meno di 300 euro, poi però in aula ha risarcito di questa cifra la confezionista. Questo non gli ha evitato la condanna.

Dal Comune fanno sapere che perderà la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria. Quando verrà trasmesso il dispositivo della sentenza scatterà con tutta probabilità la sospensione dal servizio. Quando si scoprì l’ammanco, il comandante della Municipale, Andrea Pasquinelli, promise che in questi casi non si sarebbero fatti sconti.
 

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