Il Tirreno

Prato

Un marchio “verde” per i filatori uniti su un progetto di sostenibilità

di Ilenia Reali
Da sinistra in alto Pierluigi Marrani, Ilaria e Chiara Taddeucci Sassolini, Francesco Lucchesi e sotto Federico Gualtieri, Jacopo Bruni e Raffaella Pinori (foto Batavia)
◗
Da sinistra in alto Pierluigi Marrani, Ilaria e Chiara Taddeucci Sassolini, Francesco Lucchesi e sotto Federico Gualtieri, Jacopo Bruni e Raffaella Pinori (foto Batavia)

Tra i precursori il lanificio dell’Olivo che già a questa edizione si è presentato col suo “Goingreen” Ma sul tema non mancano le polemiche: «L’Unione è arrivata ora e sale su un lavoro di almeno due anni»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L’argomento del giorno tra gli espositori di Pitti Filati ha un solo nome. Si chiama Sostenibilità. Rappresenta il futuro per un distretto che vuol continuare a produrre filati (ma anche tessuti) ma porta con sè tanti interrogativi, un percorso in salita e anche qualche polemica. I produttori di filati questa strada l’hanno già imboccata e ormai da anni ci lavorano con determinazione: i soci del Consorzio di promozione dei filati nei giorni scorsi ha firmato un patto di tracciabilità e sostenibilità dove sostanzialmente ci si impegna a rispettare degli impegni: garantire la tracciabilità della filiera, rispettare le norme e le convenzioni sui diritti umani, risettare ogni singolo essere vivente, salvaguardare l’ambiente con un uso e una gestione prudente delle sostanze chimiche.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:foto-e-video:1.11707705:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/foto-e-video/2015/07/01/fotogalleria/in-viaggio-tra-i-colori-di-pitti-filati-1.11707705]]

Per ora 11 manifatture di filati hanno firmato il patto, domani creeranno insieme un marchio di sostenibilità per il distretto pratese. Un certificato di qualità e rispetto dell’ambiente sulla falsariga che il lanificio dell’Olivo ha già creato per uso aziendale e che si chiama Goingreen.«Dobbiamo mettere a punto le ultime cose - commenta Francesco Lucchesi dell’ Industria italiana filati - e credo saremo pronti già per il prossimo Pitti».

Lucchesi si toglie però qualche sassolino dalle scarpe e centra il presidente degli Industriali Andrea Cavicchi. «E’ un lavoro che portiamo avanti come filatori da tempo - dice - e ora arrivano in corsa tutti e ci salgono sopra mentre è da loro doveva partire l’iniziativa, già due anni fa. Se pensano di prendere il pacchetto già fatto non mi troveranno d’accordo anche perchè noi, per il filato, ci siamo fatti un disciplinare molto specifico»..

Il marchio è vero non è arrivato in due giorni. Lo conferma anche Pierluigi Marrani di Pecci filati. «I primi a partire - spiega - sono stati al lanificio dell’Olivo e come Consorzio li abbiamo seguiti. La sostenibilità serve ai nostri clienti, è un valore aggiunto al prodotto finito. Non potremo almeno finora arrivare all’uso zero delle sostanze nocive richiesto da Greenpeace ma possiamo dire, come stiamo facendo, noi tendiamo a raggiungere l’obiettivo della sostenibilità e crediamo in queste cose. Stiamo con serietà affrontando giorno per giorno questo percorso risolvendo via via i problemi che ci arrivano davanti. Stiamo cercando anche attraverso il nostro consulente di contattare Greenpeace per spiegare loro alcune cose tecniche che rendono impossibile ottenere quello che loro cercano. Detto questo non posso negare che qualcuno si è accorto tardi di questo tema e sta camminando veloce per raggiungere l’obienttivo, saltando qualche passaggio».

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11707451:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/07/01/news/pratesi-entusiasti-buona-la-prima-1.11707451]]

“La sostenibilità - spiega Ilaria Taddeucci Sassolini, presidente di Cpf e socia del lanificio dell’Olivo - è uno dei mega trend dei prossimi anni e quindi va vissuta come opportunità e investimento. E’ necessario affrontare il tema in prospettiva perché questo sarà un capitolo che non si esaurisce in una stagione. Prato finora ha fatto tanto e non dobbiamo accontentarci dovremo fare tutti i passi che la tecnologia via via ci consente per rispettare dei valori e per ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche».

Jacopo Bruni di Ilaria Manifattura Lane fa parte del gruppo perché «made in Italy e sostenibilità sono i nostri assi nella manica e un marchio che ci mette tutti insieme non può che farci bene» perché «la vera concorrenza non ce la facciamo certo tra pratesi e dobbiamo credere fino in fondo al nostro distretto».Collaborare è la parola d’ordine per Raffaella Pinori «perché le aziende devono essere educate e adeguate e anche l’Unione deve essere più vicina e più stringente su questi temi fornendo una politica di servizi per affrontare questa strada».

Strada che tutti percepiscono non possa essere abbandonata. Ne sono convinti anche Stefano Milanesi di New Mill e Federico e Leandro Gualtieri di Filpucci pronti ad affiancare il marchio del Consorzio dei filatori a quelli che già hanno creato per strizzare l’occhio alle maison di moda e ai consumatori finali che sempre più chiedono rispetto dell’ambiente salute.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web