Sicurezza
Pratesi entusiasti della fiera, buona la “Prima”
Clienti numerosi e di eccellente qualità agli stand dei lanifici: edizione numero uno della fiera di precollezione a Milano da incorniciare
MILANO. Sarà perché ormai sembra che chi è fuori dal ciclone della crisi non sarà più ritrascinato dentro il vortice o perché la fiera di precollezione era proprio lo strumento che serviva ma, sta di fatto che i pratesi (appena 18) che hanno partecipato alla prima edizione di Milano Unica Prima non sono soddisfatti. Sono entusiasti. Il loro è praticamente un coro e - a poche ore dall’inizio della nuova manifestazione - dedicata ai tessuti (organizzata al Portello di Milano mentre i colleghi dei filati giocano le proprie carte a Pitti nella vicina Firenze) se dovesse prendere un voto avrebbe un bel nove.
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Per Roberto Rosati, presidente di Prato Trade, non si sono dubbi. «Molto, molto bene», commenta entusiasta. «C’è tanta gente e i clienti sono di qualità. Francamente eravamo abbastanza pessimisti e non nutrivamo grandi speranze. Un risultato eccellente davvero inaspettato». «La decisione – continua – per fare o meno questa fiera si è protratta per troppi mesi e le mail ai clienti era partita in ritardo: avevamo paura che molti non avessero fatto in tempo a inserire l’iniziativa in agenda. E invece… Almeno questa si è azzeccata. Ora il 20 luglio si va a New York e se va bene anche lì va detto che abbiamo fatto un bel lavoro».
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Identica posizione per Riccardo Marini. «A mezzogiorno – racconta - avevo fatto 25 clienti: mai successo durante la Milano Unica di Settembre, la classica. E tra l’altro non ci sono “perditempo” ma tutti clienti con cui si è lavora o ci piacerebbe lavorare. Avevo detto che non avrei fatto neanche la fiera principale di settembre se non si fosse organizzato questa e devo dire che avevo ragione. Quando chiedevamo un appuntamento anticipato avevamo visto giusto: c’è gente come Corneliani, Armani, Max Mara. Alla faccia dei denigratori. Questa fiera è una bomboniera: senza tanti fronzoli, un costo basso ma funzionale». Impossibile trovare una voce fuori dal coro . «Vorrei dire che va male – dice un sorridente Franco Bini – almeno quei pratesi che non vengono alle iniziative e mandano avanti gli altri stanno a casa anche la prossima volta. Ma è indubbio, scherzi a parte, che un esperimento davvero interessante». Maurizio Sarti alle 16,30 non è ancora uscito dallo stand per mangiare qualcosa. «Il fatto che non sia riuscito ad andare a mangiare la fiera», dice. «E’ meglio di quello che mi aspettavo. E addirittura sono passati anche due clienti americani. Non credevo ai miei occhi: hanno detto che erano in Italia e ne hanno approfittato per venire a vedere la collezione. Direi che questo evento si prende un ottimo voto» .
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