Lutto
Le eccellenze pratesi in mostra a Pitti Filati
Alla manifestazione che apre mercoledì 1° luglio alla Fortezza da Basso 135 marchi. Le novità proposte da Filpucci, di New Mill e del Lanificio dell’Olivo
PRATO. Qualità al top e fili sempre più fini, quasi impercettibili. Pitti Filati si apre oggi alla Fortezza da Basso di Firenze sotto il segno dell’eccellenza e i prodotti più ricercati e innovativi arrivano proprio dalle aziende pratesi presenti alla manifestazione, che quest’anno conta 135 marchi, di cui 32 provenienti dall’estero. Del resto, gli imprenditori della città tessile sono tra quelli che più investono nello sviluppo dei prodotti e dei macchinari. I risultati di questi importanti sforzi sono sotto gli occhi dei visitatori arrivati nel capoluogo toscano da tutto il mondo per ammirare le novità della collezione invernale 2016-17.
L’azienda Filpucci punta tutto sul “Supersoffilo”, un’evoluzione dei soffili, quel filato soffice e leggero nato da un brevetto aziendale del 1989: «Abbiamo comprato 5 nuove macchine ritorcitrici e provveduto ad apportarvi delle modifiche per ottenere dei soffili ancora più sofisticati che arrivano fino a 20mila titoli»,spiega il patron dell’azienda Leandro Gualtieri facendo sapere che il meccanismo è stato brevettato. «Presentiamo anche un nuovo filo a marchio Reverse compatibile con la maggior parte dei requisiti richiesti da Greepeace - continua - la tolleranza zero è impossibile, ma noi ci siamo vicini».
Salto di qualità anche alla New Mill. Come? «Abbiamo trasformato alcuni filati classici di cardato in filati fantasia ottenendo un risultato particolarmente innovativo mai visto prima - spiega il titolare Stefano Milanesi – il merito va ai tecnici e ai nuovi stilisti che hanno dato un input allo sviluppo dei capi finiti realizzando alcuni modelli con i nuovi filati per dare un’idea dell’effetto finale».
Per l’azienda Pinori, Pitti Filati si conferma l’attrattiva più importante.«Da qualche anno il clima è diventato più vivace: ormai è una certezza conclamata che le filature pratesi e italiane sono l’eccellenza - dichiara l’imprenditrice Raffaella Pinori – ci presentiamo a Pitti con un grande lavoro di ricerca alle spalle e l’ambizione di offrire al cliente un servizio che attinge a competenze specifiche in grado di dare un contributo alla realizzazione del capo finito, dal finissaggio agli abbinamenti ».
«Le aspettative variano in base ai mercati - dice Francesco Lucchesi dell’Industria Italiana Filati – basti pensare alla Russia: per alcuni è una quota di mercato importante che ha subito una forte riduzione dovuta in parte all’embargo e in parte alla crollo del rublo. Viceversa, tutta l’area dollaro è favorita». Per il Lanificio dell’Olivo l’inverno 2016-17 sarà ispirato dalla natura. Protagonista della stagione, un filato con strutture irregolari ed increspate, con superfici che appaiono come broccati e velluti pesanti.
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