Italia
Task force antidiscariche abusive
Insieme Comune, Asm e Provincia per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei sacchi neri
PRATO. Comune e Asm dicono “basta” allo smaltimento abusivo di scarti tessili: un fenomeno in costante crescita e che ha portato al censimento di 60 luoghi - strade secondarie, parchi, aree verdi, campi incolti - nei quali chi gestisce il business lascia montagne di sacchi neri in precedenza raccolti passando nelle aziende del Macrolotto, in particolare quello cinese. E per raccogliere i quintali di scarti tessili abbandonati dove capita, Asm ha speso già 500.000 euro.
Per questo ieri mattina l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi e il direttore di Asm Sandro Gensini si sono incontrati per dare gambe a un progetto comune. La parola d’ordine: è “stop” agli interventi sporadici compiuti in maniera separata dalla polizia municipale, per proprio conto, dalle Guardie ambientali volontarie (Gav) già ingaggiate da Asm e dalla Polizia provinciale che dipende, appunto, dalla Provincia. L’obiettivo è creare un pool di uomini specializzati in questo tipo di intervento che per un certo periodo di tempo - alcuni mesi o anche di più, se necessario - svolgano solo quel tipo di attività. Insomma una task force di 007 anti smaltimento abusivo di quel tipo particolare di rifiuto speciale. «Se non mettiamo insieme le forze - spiega l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi - il rischio è di restare sempre un passo indietro. Chi gestisce il ricco mercato dello smaltimento abusivo ha moltissimi clienti e tutta la città a sua disposizione per disfarsi dei rifiuti. Dunque se vogliamo raggiungere un risultato bisogna progettare interventi strutturati». Che significa? Che un drappello di almeno una ventina di uomini tra vigili, Gav e polizia provinciale, “armati” di fototrappole, telecamere con la possibilità di fare riprese notturne, adeguatamente riforniti di mezzi, dovranno - ogni notte - girare per i Macrolotti più a rischio con l’obiettivo di intercettare i raccoglitori di scarti, bloccarli e multarli in maniera salata. Perché - come ha già fatto presente il direttore di Asm - per contrastare il fenomeno è necessario agire preventivamente e non aspettare che i sacchi neri finiscano nei campi.
Cristina Orsini
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