Sicurezza
Le cure ci sono ma spesso si rivelano poco risolutive
PRATO. Sono insoliti e preoccupanti quei crampi ai polpacci e quei formicolii alle punta delle dita che impediscono di afferrare soprattutto i piccoli oggetti oppure al volto. Disturbi di per se’ che...
PRATO. Sono insoliti e preoccupanti quei crampi ai polpacci e quei formicolii alle punta delle dita che impediscono di afferrare soprattutto i piccoli oggetti oppure al volto. Disturbi di per se’ che possono anche essere sottovalutati dalla persona ma che, considerati insieme, devono far pensare in particolare ad una condizione di spasmofilia o tetania. Solitamente tutto parte dalle paratiroidi, minuscole ghiandole situate dietro la tiroide alla base del collo. L’ormone prodotto, il paratormone, regolarizza il metabolismo del calcio e della vitamina D. Quando se ne produce poco, si abbassano i loro livelli nel sangue. Da qui, ne seguono i disturbi a carico dei muscoli e della sensibilità. Ecco allora la comparsa, soprattutto nelle donne, di un’insolita stanchezza, specie presente al mattino, mal di schiena, dolore toracico, vertigini e, a lungo andare, ansia e depressione, tali da condizionare le capacità lavorative. Sul piano degli esami, importante è l’esecuzione della elettromiografia in grado, spesso, di evidenziare specifiche alterazioni della attività muscolare. Al contempo si dimostrano utili specifici esami di sangue ed urine. Si vanno cioè a constatare i livelli di calcio, vitamina D, calcitonina (un ormone prodotto dalla tiroide) ed il paratormone. La maggiore eliminazione di calcio potrebbe evidenziare una sua maggiore quantità nelle urine. Nel contesto, comunque, non è semplice giungere alla conclusione, anche perché i disturbi possono dimostrarsi sfumati e transitori. In ogni caso, il ricorso ad una cura di supporto a base di vitamina D e calcio ed il ricorso a farmaci antidepressivi possono ridurre la loro intensità. Ma le terapie, sovente, non si dimostrano nel complesso risolutive.
Gian Ugo Berti
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