Sicurezza
La gestione del Caffè delle Logge aggiudicata ai "Frari"
Prato, l'offerta presentata dai fratelli Gianluca e Tommaso Riccio giudicata migliore, sia dal punto di vista economico che progettuale, di quella delle "Colline Fiorentine Srl". Previste da 7 a 12 assunzioni
PRATO. L’uno è la mente creativa, l’altro quella organizzativa. L’uno dipinge, l’altro ha in mano i conti. I fratelli Riccio sono una macchina da guerra: con l’enoteca “I Frari” in un anno hanno cambiato il volto di via Garibaldi trasformandola da strada dello shopping a cuore della movida cittadina. Tommaso e Gianluca ora fanno il bis e si lanciano in un'altra scommessa: gestire il “Caffè delle Logge” fino al 2024. Dopo l'esperienza conclusa anzitempo dei fratelli Paoli, che avrebbero dovuto gestire il Caffè delle Logge fino al 2019, una nuova gestione sulla rampa di lancio per il locale che, da quando anni fa il Comune ha ristrutturato i locali, non è mai riuscito a decollare.
L’impresa è ardua: riuscire dove gli altri hanno fallito. Ma i due fratelli sono tutto fuorché scaramantici. Anzi, decisi a lasciarsi alle spalle gli ultimi anni più controversi del bar-ristorante di piazza del Comune, ripartendo da zero e con il sogno di far sbocciare un salotto culturale all’ombra di Palazzo Pretorio: dalla scuola di pittura alle esibizioni degli allievi della scuola “Verdi”, dalle performance di live painting (pittura dal vivo) al cartellone di concerti. I soci de “I Frari” l’hanno spuntata presentandosi con una proposta più convincente per la commissione comunali di valutazione comunale rispetto a quella dell’altro unico concorrente, “Colline Fiorentine srl”, che puntava a realizzare lì un ristorante a chilometro zero.
I fratelli Riccio hanno ottenuto il punteggio più alto sia sull’offerta tecnica che economica (64 e 20 punti), totalizzando un punteggio di 25 (il massimo) per il progetto di ristrutturazione, riorganizzazione dell’arredo e implementazione degli arredi. Dovranno versare 12mila euro al Comune come canone di locazione annuale, ovvero il doppio della quota minima posta a base d’asta (6mila euro). "Siamo stati bravi a rendere la nostra idea nei rendering – sottolinea Tommaso Riccio - Al di là dell’offerta economica, sappiamo che la valutazione del nostro progetto è stata per lo più qualitativa. Tra i punti a nostro favore, l’attenzione al Museo di Palazzo Pretorio al quale vogliamo dare un servizio stando aperti 12 mesi l’anno, anche ad agosto, dalla mattina fino a tarda sera".
Rispetto alla clientela de “I Frari” il target da intercettare sarà un po’ diverso: non solo turisti ma anche i pratesi che vogliono fermarsi a pranzo o cena respirando anche un po’ di clima culturale. Per dare ali al sogno del salotto artistico, i soci de “I Frari” avranno bisogno di personale in più: per questo motivo, sono previste dalle 7 alle 12 assunzioni. "Inizieremo a raccogliere i curricula a partire da settembre – prosegue Tommaso - in questa fase siamo impegnati a definire la parte legata alla ristorazione e alla ristrutturazione". Questa è la nota dolente: gli eredi del caffè che fu caro a Malaparte dovranno sobbarcarsi i costi per i lavori di ristrutturazione, quantificati in diverse migliaia di euro.
Quando riaprirà il Caffè delle Logge? "Speriamo di farcela per settembre – auspica Tommaso - Sappiamo che la Sovrintendenza deve accettare le modifiche richieste dal Comune alla struttura della porta che sarà aperta in via Ricasoli. Apriremo anche quella che guarda verso il cortile di Palazzo Pretorio". Il nuovo corso del bar-ristorante strizzerà dunque l’occhio all’arte e alla cultura, quasi seguendo un filo di continuità naturale con il vicino Pretorio.
"Vorrei creare un salotto ispirato alla moda berlinese – fa sapere Tommaso Riccio - con esibizioni live di musicisti che coinvolgano i consumatori: potranno devolvere parte del costo della bevuta al compenso del musicista. E poi spazio a una scuola di pittura per chi vuole imparare a dipingere oppure perfezionarsi". Intanto brucia su “I Frari” il ricordo di una multa salata di mille euro per gli schiamazzi notturni. "Non sarà questa a scoraggiare i nostri piani – dicono i due fratelli - Amiamo il centro storico della nostra città tanto da investirci".
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