Il Tirreno

Prato

Museo del Tessuto, passaggio di testimone tra Cavicchi e Marini

Cristina Orsini
Stretta di mano tra l'ex presidente Andrea Cavicchi e il nuovo Francesco Marini (foto Batavia)
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Stretta di mano tra l'ex presidente Andrea Cavicchi e il nuovo Francesco Marini (foto Batavia)

Prato, è il presidente dei giovani industriali Francesco Marini a subentrare al presidentesenior Andrea Cavicchi. L'obiettivo del museo che economicamente si è ripreso, è aprire alla moda

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PRATO. Passaggio di testimone tra Andrea Cavicchi e Francesco Marini alla presidenza del Museo del Tessuto. Finalmente c’è l’ufficialità: il presidente dei giovani industriali,  succede al presidente dei senior nella conduzione di un museo particolarissimo, che esiste solo a Prato: “E che rappresenta  la storia e la cultura del distretto ma che ha l’aspirazione e la volontà – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – di allargarsi alla contemporaneità ampliando  la platea d’interesse alla moda”.

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Ecco, il museo del Tessuto, sotto la direzione di Francesco Marini, diventerà il museo del tessuto e della moda che strizza l’occhio al sistema fiorentino e a quello delle capitali della moda come Milano e Roma. D’altro canto la fase più difficile per il Museo del tessuto pare essere alle spalle: “In questo ultimo anno – spiega Andrea Cavicchi, presidente del Museo per otto anni, l’ultimo in prorogatio su esplicita richiesta di Biffoni  – ci siamo impegnati moltissimo nel reperire i fondi necessari   a garantire l’attività progettuale ed espositiva, impegno che probabilmente ha fatto soffrire un po’ l’immagine del museo”. Ma era una via obbligata per evitare la chiusura.

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“Oggi – prosegue Cavicchi – grazie al Comune che darà la sede al museo in comodato gratuito (con un risparmio di più di 70.000 euro l’anno ndr),  grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio che da 75mila euro di contributi è passata al 100.000 annui,  grazie al reperimento di alcuni sponsor (Consiag-Estra  con 23.000 euro e la Bcc con 45.000 euro in tre anni ndr) e al finanziamento della Regione pari a 50.000 per Facewall,  siamo in grado di pensare al futuro con serenità”.

E il futuro è Francesco Marini, under 40, diplomato al Buzzi, presidente dei giovani industriali con una conoscenza di tessuti “che parte da mio nonno – dice – passa attraverso mio padre che ha reso globale l’azienda e prosegue con me”. Francesco Marini rispetta la regola non scritta di affidare il Museo del Tessuto a un imprenditore affermato (anche lui lavora in azienda) ma con l’obiettivo di innovare.

“Vorrei rendere il museo famoso a livello nazionale e internazionale con, per esempio, delle esperienze di temporary  museum, anche utilizzando le potenzialità del web,  per far conoscere il nostro modo di lavorare e di fare cultura – dice Marini – ma voglio anche, senz’altro, proseguire con l'attività di formazione: tutte le scuole di moda, quelle locali e quelle fiorentina, devono passare dal museo e voglio aprire alla moda che è la carta che ci può portare verso il futuro”.

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 E proprio sul fronte moda, è già in preparazione una nuova mostra -  il cui tema è ancora top secret – ma finanziata con i contributi della Fondazione Cassa mentre proseguono gli accordi con gli altri distretti tessili, in particolare Biella. Sul fronte organizzazione interna, invece, oltre al nuovo presidente e la riconferma di Luigi Biancalani, presidente dell’associazioni Ex allievi del Buzzi, alla vicepresidenza, cambierà in toto anche  il consiglio di indirizzo formato da sette membri i cui nomi sono in via di definizione in questi giorni. 

Alla direzione è confermato Filippo Guarini. E proprio lo staff tecnico – sotto la sua direzione – sarà impegnato in quella rivoluzione nelle competenze sulla quale sta lavorando l’assessore alla Cultura Simone Mangani, che una volta conclusa la convezione per la cessione in comodato gratuito dell’immobile al Museo, penserà a mettere in sinergia il lavoro del personale del museo con altre istituzioni culturali.

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