Sicurezza
I musei del tessuto di Figline parlano cinese
Con un finanziamento regionale sono stati realizzati un'app e un catalogo in mandarino
PRATO. Al museo della deportazione di Figline e a quello del Tessuto si parla cinese. Grazie a un finanziamento regionale finalizzato all' abbattimento delle barriere. A Figline è stato tradotto il catalogo anche in mandarino, mentre in via Santa Chiara è stata realizzata un' app, Utilia, che spiega la collezione permanente.
«I due musei – ha sottolineato Elena Pianea funzionaria dell' assessorato alla cultura della Regione Toscana - hanno potuto accedere al bando perché classificati fra le eccellenze, anche per la loro gestione. Entrambi hanno scelto un' accezione larga del termine barriere puntando sull' integrazione».
Al museo del Tessuto sono stati assegnati 30mila euro utilizzati, con un cofinanziamento, per aderire all' applicazione Ubilia adottata anche da Casa Buonarroti, il centro di Firenze e Santa Croce, per realizzare una brochure tradotta in cinese che verrà distribuita nei luoghi di aggregazione della comunità che vive a Prato e la realizzazione di un docufilm sul distretto tessile a partire dalla seconda metà del 900.
«L'app – ha spiegato Filippo Guarini direttore del museo del Tessuto – oltre a rendere un servizio importante ai cittadini cinesi, ci mette in rete con le strutture fiorentine. Crediamo che questo possa incrementare le visite. Il docufilm, invece, sarà pronto entro dicembre e racconta, per la prima volta, la storia del distetto pratese includendo anche l'immigrazione cinese. Resterà poi come patrimonio del museo». L'app invece è in fase di test, ma è già scaricabile.
Il museo della deportazione ha investito soprattutto nella traduzione del catalogo a beneficio dei numerosi studenti di nazionalità cinese che visitano la struttura.
«A ciascun ragazzo verrà consegnato il catalogo – ha spiegato la direttrice Camilla Brunelli – abbiamo anche tradotto il percorso audio in cinese e in italiano per non udenti». Nel 2014 il museo di Figline è stato visitato da oltre 5000 studenti provenienti non solo dalla Toscana. «Abbiamo lavorato soprattutto sul cartaceo – ha ricordato la presidentessa Aurora Castellani- perchè la nostra attività si fonda prevalentemente sui documenti». L'idea di tradurre in italiano, cinese e inglese è nata in seno all' amministrazione comunale.
Alessandra Agrati
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