Il personale non c’è, salta l’udienza in Tribunale
Era il processo dell’inchiesta Dia sugli stracci, un avvocato arrivava da Napoli Il provvedimento del presidente motivato dall’organico ridottissimo
PRATO. Manca il personale, salta l'udienza straordinaria. Erano le 9,30 di ieri mattina e in tribunale nell'aula Ambrosoli era fissato l'appuntamento con l'udienza del processo Stracci bis che vede imputati legati al caso Tesmapri di Montemurlo con l'accusa di aver commesso gravi irregolarità nello smaltimento dei rifiuti tessili a seguito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia.Un’inchiesta cominciata anni fa e che aveva portato anche a mettere i sigilli all’azienda della famiglia Amerini.
L'udienza era straordinaria, era stata fissata senza tener conto del calendario dei lavori ordinari del Tribunale perché era stata riconosciuta una valenza speciale al processo.
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Era di fatto la prima udienza, altre erano saltate per motivi tecnici, e dovevano essere sentiti 11 testimoni. Tra i presenti tutti gli avvocati tra cui quello di parte civile del Comune campano di Marcianise. L'udienza però non c'è stata. Il presidente del Tribunale Nicola Pisano ha firmato un provvedimento con cui revoca le udienze straordinarie per il mese di giugno perché non c'è personale sufficiente.
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Ormai da tempo al Tribunale di Prato si lamenta, numeri alla mano, una carenza di personale non più gestibile che rende, nonostante i mille sacrifici dei dipendenti, praticamente impossibile riuscire a fare tutto. Della situazione che va avanti da anni e che, mese dopo mese, sta peggiorando aveva lanciato un grido di allarme la funzione pubblica della Cgil chiedendo di accorpare il Tribunale di Prato a quello di Firenze.
Sembrava una provocazione. In realtà era la richiesta disperata dei dipendenti di trovare una soluzione , anche se penalizzante per la città. Lo stesso presidente al suo insediamento e poi subito dopo l'allarme della Cgil aveva affrontato l'argomento così come sul tema che, non sta trovando soluzione, è stato organizzata un'assemblea anche dall'Ordine degli avvocati e dei commercialisti.
L'assemblea fu un grido di dolore corale per un tribunale che scoppia e per una situazione di sotto-organico non più sostenibili e neppure mitigata da quei pochi rinforzi promessi dal governo, mai arrivati. Tutto ciò, a fronte di una situazione di criminalità che è stata definita "eccezionale" in rapporto alla popolazione e al territorio.
Adesso è arrivato un nuovo giro di vite.
Di fatto il tribunale di Prato ha detto in modo chiaro che qui è impossibile garantire che venga garantita la giustizia: l'udienza è stata rimandata al gennaio 2016 e il rischio di prescrizione è tutt'altro che remoto.
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