Proteste
Biffoni: «Siamo al massimo ora tocca agli altri»
PRATO. Questa volta il punto sull'esodo dei profughi e sull'accoglienza Prato l'ha fatto a Palazzo Chigi. E la linea del sindaco Matteo Biffoni (presente anche come responsabile Anci sull'immigrazion...
PRATO. Questa volta il punto sull'esodo dei profughi e sull'accoglienza Prato l'ha fatto a Palazzo Chigi. E la linea del sindaco Matteo Biffoni (presente anche come responsabile Anci sull'immigrazione) è netta: «Prato ha fatto quel che doveva, il suo contributo l'ha dato, riusciremo a gestire un'altra ventina di persone, ma la nostra accoglienza è ormai arrivata al limite massimo». Insomma, come dire che è arrivata l'ora di dire basta. Una richiesta forte di "rallentare" fatta davanti al premier Matteo Renzi, al ministro degli Interni Alfano, a un nutrito gruppo di presidenti della Regioni tra i quali Enrico Rossi , Zaia e Maroni, Crocetta e Toti convocati per un incontro, avvenuto questa ieri. E mentre a Roma si raccolgono le idee, i migranti continuano ad arrivare. Anche a Prato. Ieri ne sono giunti altri dieci (cinque se ne sono andati) per un totale di 255, dieci migranti oltre il limite massimo fissato a 245. «Non abbiamo problemi ad accoglierne un altra piccola quota - spiega Biffoni - ma bisogna cautelarsi nel caso la situazione degli sbarchi, nelle prossime settimane, possa sfuggire di mano». L'obiettivo, il primo, è quello di coinvolgere i Comuni che ancora puntano i piedi. «E' assurdo dire, come ha fatto il Veneto fino a ora, no all'accoglienza - continua Biffoni - e poi trovarsi con cinquanta profughi che vangano per la spiaggia comeè successo l'altro giorno a Iesolo. Questo significa non gestire la situazione e arrivare a dover fare le tendopoli. Qui in Toscana, e a Prato in particolare, non è successo e il motivo c'è». La via Toscana all'accoglienza - della quale ha parlato anche Rossi - «è quella di dare ospitalità fino a dove è possibile. Coinvolgendo anche quel centinaio di Comuni - prosegue il sindaco di Prato - che ancora non hanno accolto migranti. La Toscana quindi ha ancora un certo margine senza dover ricorrere ai cosiddetti hub (centro di temporanei per un elevato numero di profughi ndr), come invece ha dovuto fare Torino che ha messo a disposizione una caserma». Sul fronte locale solo Cantagallo non ha ancora profughi sul territorio «ma il sindaco, molto correttamente, ha dato la disponibilità ad ospitare tra le 5 e le otto persone. Se si renderà necessario è una strada che percorreremo» prosegue Biffoni . Prefettura e Comune sono però in cerca di altre strutture che possano contenere un numero maggiore di profughi : «Si tratta di una misura preventiva» afferma Biffoni che, nel caso si rendesse necessario, è poco propenso a "sparpagliare" i migranti in appartamenti messi a disposizione di privati «perché la possibilità di tenere sotto controllo la situazione si abbassa notevolmente». Se nuovi profughi arriveranno, se sarà necessario trovare altre strutture, la scelta cadrà sui residence che daranno la disponibilità. «Cerchiamo, e fino a ora l'abbiamo trovato, un equilibrio - conclude Biffoni - tra la disponibilità a dare una mano e la tutela della serenità del territorio sul quale, alla fine, ricade tutto il peso dell'accoglienza». (c.o.)
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