Il Tirreno

Prato

Bagarre sugli inerti Casale dice no e finisce a spintoni

di Cristina Orsini
Bagarre sugli inerti Casale dice no e finisce a spintoni

Passa a maggioranza in consiglio la delibera che cambia la destinazione d’uso al terreno, l’opposizione lascia l’aula

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PRATO. Una buona fetta di Casale ieri pomeriggio si è trasferita nel salone consiliare della Provincia usato, per la prima volta, dal consiglio comunale (causa lavori di adeguamento nel salone del Palazzo di fronte). Almeno 150 tra cittadini e componenti dei comitati armati di cartelli e striscioni si sono dati appuntamento per dire no all’adozione della variante urbanistica con la quale i 19 ettari di terreno a Casale (stretto tra il casello Prato ovest, la declassata e la Firenze Mare) da agricoli diventeranno a servizi tecnologci così da poter ospitare le aziende di frantumazione di inerti. Insomma, la lunga, difficile odissea, della collocazione della Varvarito potrebbe essere alle ultime battute. Si fa per dire, visto che dopo l’adozione inizieranno i 60 giorni destinati alle osservazioni, poi le contro osservazioni e quindi, di nuovo, il passaggio in consiglio per l’approvazione definitiva. Comitati e residenti hanno sperato fino all ultimo in un rinvio della discussione della delibera (nell’aula verso le 17 è arrivato anche un nutrito gruppo di operai dell’impresa che oggi lavora in un sito a San Giorgio), rinvio rigettato con una mozione. A chiedere espressamente di «attendere ancora, proseguire nel confronto sulla destinazione di quella tipologia di imprese» il capogruppo di Forza Italia Rita Pieri: «Tempo per una mediazione c’è ancora» ha detto. Una volta che è stata chiara la volontà della maggioranza di proseguire con la votazione, l'opposizione (Fi, M5S, Lista cenni, una parte del gruppo misti, Milone di Prato Lieba a sicura) ha lasciato l'aula (la delibera è passata con i 18 voti Pd). Al netto della bagarre poltica, fondamentale per i comitati resta la questione salute: «Non siamo per nulla convinti che la tipologia di inerti lavorati dalle aziende non faccia male alla salute di chi risiedi della zona» ha detto Fiorella Ciardi del comitato Ambientale di Casale. Preccupati anche i residenti di “confine” rappresentanti da Leonetto Reali, portavoce del comitato ambientale Ponte dei Bini: «Le ditte di frantumazione di inerti nasceranno a nemmeno un chilometri da altre imprese che fanno lo stesso tipo di lavoro oltre a una che produce bitume e un’altra ancora che frantuma marmo. E poi c’è il depuratore di Gida, il rischio che nasca il digestore anaerobico, oltre alle arterie di grande scorrimento che inquinano l’aria. Sono trent’anni che cerchiamo di difendere quel pezzo di terra» conclude. Molto malumore da parte dei comitati alla fine del consiglio comunale. In particolare quando il capogruppo Pd Lorenzo Rocchi ha preso la parola spiegando che la maggioranza «ha il compito di fare le cose mai contro i cittadini e rispettando regolamenti e leggi. Non è l'ultima volta - prosegue Rocchi - che parleremo della Varvarito. Ma questo clima di intimidazione non il modo giusto di fare politica». Il capogruppo Pd, infatti, è stato spinto e offeso da alcuni membri del comitato. «Non ho mai sentito da parte dell'opposizione che oggi sostiene la posizione dei comitati che la lavorazione degli inerti fosse pericolosa».

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