Italia
Mancano all’appello quindici presidi, quattro alle superiori
Sulla base dei movimenti previsti dall’ufficio scolastico restano scoperti anche tanti istituti comprensivi
PRATO. Si parla tanto di "buona scuola" e di super poteri con cui verranno investiti i dirigenti, ma la situazione che si prospetta il prossimo settembre è tutt'altro che rosea per le scuole pratesi. Ad oggi, in base ai movimenti previsti dall'ufficio scolastico regionale, ben quindici istituti sono senza un preside, senza un vertice capace di gestire il cosiddetto "organico dell'autonomia" previsto dal ddl Renzi né, tanto meno, capace di impostare in maniera continuativa il piano dell'offerta formativa.
Le scuole senza un dirigente sono quattro istituti superiori, il Convitto Cicognini, il Copernico, il Livi-Brunellesch, il Marconi, ma anche tanti comprensivi, che raccolgono sotto di sé più plessi dell'infanzia, della primaria, delle medie e, parlando di numeri, centinaia di bambini. Tra questi si ricordano: il comprensivo Bartolini di Vaiano, il Pertini di Vernio, Castellani, Pier Cironi, Gandhi, Primo Levi, Comprensivo Nord, Iva Pacetti, Pontormo, Convenevole e Filippo Mazzei. Ad essi si aggiunge poi il pensionamento della preside del Comprensivo Nord, un ulteriore posto libero che va a sommarsi agli altri.
La situazione complessa che si è venuta a creare ruota intorno al fatto che mancano all'appello presidi disponibili e, quelli esistenti, sono troppo pochi per supplire alle necessità. In più si è aggiunto il problema del concorso 2011 che ha portato molti dei vincitori di ruolo a dover sostenere nuovamente le prove e la loro situazione lavorativa è stata "congelata". Essi, non appena le procedure dei nuovi esami saranno terminate e, se risulteranno nuovamente vincitori, potrebbero sì scegliere la scuola dove per tre anni hanno lavorato con continuità, ma potrebbero anche chiedere una nuova sede. E' questo il caso delle scuole di Vernio, Poggio a Caiano, Vaiano, delle Castellani, delle Cironi, delle Gandhi, delle Convenevoli e del Copernico.
Differente invece quello che interessa il Marconi e il Convitto. Come già avvenuto lo scorso anno, essi sono stati dati in reggenza ad un preside, Daniele Santagati e Mario Di Carlo, già titolari di incarico al Datini e al Cicognini-Rodari, perché risultano "sottodimensionati", ovvero hanno un numero di alunni inferiore ai 600. Mancando presidi liberi, anche le altre scuole saranno poi oggetto di reggenza assegnata dall'ufficio scolastico regionale alla fine di agosto, con la conseguente difficoltà per i dirigenti di gestire in maniera continuativa e costante tutte le attività amministrative e didattiche di ogni plesso e, per il personale delle scuole, di avere a disposizione il referente principale per il coordinamento del proprio lavoro quotidiano.
«Se continua così le scuole si troveranno al perso il prossimo anno - ha commentato Daniele Monticelli, segretario Flc-Cgil Prato - Occorre dotare gli istituti di una testa per organizzare tutte le novità che sono raccolte nella riforma, con la presenza di un preside reggente le difficoltà per le scuole è inevitabile che aumentino». La situazione di Prato è molto simile a quella di tante altre province toscane. Risulta infatti che in tutta la regione siano 199 le scuole con posti di dirigenza vacanti, incarichi che saranno assegnati direttamente dall'ufficio scolastico nei prossimi mesi.
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