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Pellegrinaggio a Lourdes: «Quel treno era inadatto»

di Azelio Biagioni
Il treno sul quale hanno viaggiato i pellegrini diretti a Lourdes
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Il treno sul quale hanno viaggiato i pellegrini diretti a Lourdes

I genitori in gita con l’Unitalsi, il figlio critica Trenitalia per la sistemazione. «Alle pareti c’erano dei tavoloni che sorretti da cinghie diventavano cuccette»

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PRATO. Un pellegrinaggio a Lourdes che si trasforma in polemica. Una coppia pratese parte col treno bianco per la Francia in visita alla località mariana fra le più importanti al mondo. Ma i figli, Antonella e Stefano Biagioni, polemizzano sulle condizioni del treno utilizzato per il trasporto dei genitori. Tanto da inviare al nostro giornale le foto del treno in particolare della locomotiva. Come se non bastasse Stefano Biagioni in un post al vetriolo sulla pagina dell'Unitalsi scrive di come sia rimasto impressionato nel salire a bordo del treno e vedere le sue condizioni.

Ma vediamo cosa è successo. Il figlio della coppia porta i genitori alla stazione di Firenze e li accompagna fin dentro la vettura per sistemare loro i bagagli. «Sembrava di tornare indietro di oltre trent'anni – commenta Stefano Biagioni – Alle pareti del compartimento c'erano dei tavoloni che poi tirati giù e sorretti da una cinghia diventano quella che definirla cuccetta è un parolone. Quella più in alto è quasi a due metri da terra, come fa un disabile o un anziano ad andare lassù?» Biagioni ribadisce che il suo malcontento è tutto diretto a Trenitalia e alle condizioni del treno su cui hanno viaggiato i suoi genitori.

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«Contro l'Unitalsi niente da dire – specifica – anzi tanto di cappello a quanto fanno i volontari». Volontari che non solo si offrono per dare il loro aiuto ma si pagano tutto il pellegrinaggio. «In cinque minuti non si può capire qual è la reale percezione di un viaggio – spiega il presidente regionale Unitalsi Roberto Torelli – Capisco l'apprensione di questo signore per i suoi genitori ma ogni vettura ha dei responsabili che verificano lo stato delle persone per redistribuirle nei posti a loro più consoni. Come è stato fatto per i coniugi Biagioni, sistemati in un altro compartimento dove hanno potuto riposare nelle cuccette più basse, senza quindi dover salire nessun tipo di scala. Infatti, durante ogni pellegrinaggio quando le persone salgono sul treno viene capita la loro reale esigenza».

«Si è vero – conferma Biagioni – i miei genitori sono stati spostati ma non sono riusciti a dormire. E poi la mia apprensione non era solo per loro ma per tutti quelli che erano a bordo del treno, non si può viaggiare in quelle condizioni». Nell'ultimo viaggio a Lourdes promosso dall'Unitalsi a livello regionale (i pellegrini sono rientrati il 21 giugno) i partecipanti a bordo del treno erano 500 (80 i fedeli pratesi) più i circa duecento che hanno scelto di andare con l'aereo.

Per quanto riguarda i treni Torelli spiega come i mezzi messi a disposizione da Trenitalia non sono certo degli ultimi modelli: “Ma per trasportare gli ammalati – spiega il presidente regionale Unitalsi – abbiamo necessità di certi tipi di carrozze”. “Sfido chiunque a salire a bordo di un treno bianco – termina Biagioni – e non rimanere pietrificato come è successo a me. Non pensavo che nel 2015 esistessero ancora carrozze come quelle che ho visto”.

Da Trenitalia fanno sapere che in merito al treno del pellegrinaggio in questione non è emersa nessuna criticità e il viaggio si è svolto regolarmente. Le carrozze dei treni bianchi non vengono più costruite e quelle esistenti sono sottoposte a manutenzione e revisione anche in virtù dei lunghi tratti che percorrono. In un anno sono una sessantina i treni dei pellegrini che partono dall'Italia per l'estero. E Trenitalia è l'unico vettore ferroviario europeo che espleta questo servizio per gli ammalati, con carrozze particolari come quelle barellate

 

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