Gioco
La vertenza tribunale di Prato diventerà un caso europeo
Durante l'assemblea organizzata da avvocati e commercialisti è spuntata anche la proposta di portare il "caso Prato" alla Corte di giustizia. Stigmatizzata l'assenza di rappresentanti del governo e dei parlamentari pratesi. Taiti: "Un'occasione persa"
PRATO. Avvocati, commercialisti, giudici, rappresentanti delle varie categorie della giustizia . C'erano tutti all'assemblea organizzata dagli ordini degli Avvocati e dei commercialisti che si è svolta questa mattina, lunedì 22, nell'aula del collegiale del Palazzo di giustizia di Prato. Un grido di dolore corale per un tribunale che scoppia e per una situazione di sotto-organico non più sostenibili e neppure mitigata da quei pochi rinforzi promessi dal governo, mai arrivati. Tutto ciò, a fronte di una situazione di criminalità che è stata definita "eccezionale" in rapporto alla popolazione e al territorio e basta leggere le cronache di tutti i giorni.
Tante le idee e le proposte, ma è stata anche l'occasione per far partire una nuova raffica di iniziative di protesta nell'ambito della "vertenza giustizia Prato". Il presidente del tribunale Nicola Pisano ha lanciato l'allarme sulla scarsezza di risorse del personale amministrativo che grava sul palazzo di giustizia e rallenta l'attività dell'amministrazione degli uffici. In particolare Pisano ha denunciato "carenze di personale che superano il 30% di quanto stabilito nella pianta organica".
Nell'ambito delle proposte emerse nel corso dell'assemblea spicca quella formulata dal sostituto procuratore Antonio Sangermano che ha fatto appello "all'immediata convocazione di un tavolo con il ministero della Giustizia per confrontarsi in maniera trasparente su proposte che permettano di superare queste carenze". Intendimento raccolto dal sindaco Matteo Biffoni e dagli altri partecipanti all'assemblea.
Inoltre, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Firenze, Sergio Paparo, anche lui intervenuto all'assemblea pratese, ha annunciato di aver intenzione di "segnalare il caso di Prato agli organismi di giustizia europei".
Da più parti è stata stigmatizzata l'assemza di rappresentanti del governo e dell'amministrazione centrale, nonostante l'invito non sia mancato. "Debbo far rilevare l’assenza del prefetto di Prato o di un suo delegato - ha detto l'avvocato Massimo Taiti - del sottosegreterio alla Giustizia Cosimo Ferri, del vice- ministro Antonello Giacomelli, del senatore Ricardo Mazzoni, del senatore Edoardo Nesi e dell’onorevole Claudio Martini. Questi ultimi quattro pratesi eletti nel Collegio del nostro territorio. Sicuramente avevano impegni già programmati e più importanti riguardo a quelli che riguardano i problemi della giustizia a Prato. Tutto ciò è molto triste e ci fa intendere come la nostra città sia stata lasciata sola a cercare di risolvere i propri problemi. In definitiva, stamani si sono succeduti interventi tutti degni di nota e appropriati che però alla fine lasciano il tempo che trovano.
Una mattinata inutile e un’occasione persa".
Tra i presenti intervenuti, oltre il presidente del tribunale Nicola Pisano, il presidente dell'ordine degli avvocati di Prato Lamberto Galletti e quello dell'ordine dei commercialisti Paolo Biancalani, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, i sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
