Il Tirreno

Prato

Al via nuova stamperia e tintoria in pezza

di Ilenia Reali
Al via nuova stamperia e tintoria in pezza

L'azienda che taglia il nastro il 29 giugno è di proprietà di tre soci cinesi e della Unistampa. La sede è nell’ex lanificio di Mezzana

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tingerà tessuti estivi e stamperà poliestere, cotone o viscosa: il tutto con macchine di ultima generazione che consentono un trattamento di grande qualità ("a dispersi e a reattivi" è specificato nella richiesta delle licenze alla Provincia). Partirà ufficialmente il prossimo 29 giugno con 25 dipendenti ma l'obiettivo è arrivare a 40-45 e poi addirittura a 80. Le macchine si prevede viaggeranno a pieno regime entro settembre.

Aprirà in viale Montegrappa dove un tempo c'era il lanificio di Mezzana e poi la tintoria Rondine, proprio davanti all'Agenzia delle entrate, una nuova stamperia e tintoria in pezza. Si chiamerà "Unica" e al comando avrà un ambizioso imprenditore cinese, 31 anni, e già socio di maggioranza della stamperia Unistampa. Anche in questo caso con la sede in un altro luogo che racconta la storia del tessile di Prato, nei capannoni del Gruppo Fedora.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11653684:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/apre-unica-la-stamperia-e-tintoria-in-pezza-cinese-di-viale-montegrappa/48253/49433]]

Il tipo di lavorazione. La nuova stamperia tintoria c'è da giurarci darà del filo da torcere ai concorrenti pratesi e comaschi. E non è un caso se già gli imprenditori stanno parlando con preoccupazione del taglio del nastro di questa realtà produttiva che simboleggia un passo avanti per l’imprenditoria orientale per tipo di lavorazione e qualità dei prodotti. «Il prodotto che faremo come stamperia è simile a quello della pratese Tessile Fiorentina e come tintoria lavoreremo in pezza, tessuti estivi», spiega con estrema chiarezza l’amministratore della neonata tintoria Wang Tongyou . «In città - aggiunge senza giri di parole - non dovrebbero preoccuparsi di noi ma delle aziende che ci sono nel mondo. Il tessile non si fa mica solo a Prato: noi, cinesi, semmai ampliamo l'offerta che c’è».

La compagine societaria. La tintoria Unica è una società a responsabilità limitata ed ha un capitale sociale versato per 100.000 euro. Alla Camera di commercio è stata iscritta con attività prevalente di tintoria e rifinizione. Il socio di maggioranza è la Unistampa con il 60% mentre le altre quote sono divise tra i cugini Wang Tongyu 25% e Wang Tongliang 10% e Yu Jing 5%. I tre cinesi, Tongyu è il più grande dei tre, sono soci della Unistampa. La stamperia, socio di maggioranza di Unica, ha circa 20 addetti, 4 italiani. Nell'ultimo bilancio depositato, quello del 2013, risultano 25 addetti di media annuale e un utile di poco più di 6.000 euro.

Il chimico di Como che parla cinese. Il nucleo principale dei dipendenti è già stato selezionato. Di questi, i responsabili dei vari reparti, sono italiani. Tra loro anche Massimo Angeli. Chimico, arriva da Como e tra i motivi che hanno portato alla sua scelta il fatto che «ho avuto un'esperienza di 4 anni in Cina - racconta - e quindi parlo il cinese oltre ad avere esperienze in varie aziende del comasco».

Alloggi e fabbrica a due passi. L'immobile dove si trova la tintoria è stato preso in affitto dagli eredi del lanificio di Mezzana ma non è l'unico edificio entrato nelle disponibilità della tintoria. I soci hanno infatti affittato sei appartamenti attigui e l'obiettivo è affittarne altri. «Non tutti i cinesi hanno un luogo dove vivere - ha spiegato lo stesso Wang Tongyou conosciuto in Italia come Camillo - e quindi, com'è comprensibile, non potendo tenerli nella tintoria dobbiamo fornire loro anche un'abitazione e un servizio di mensa vicino all'azienda. Per quel che mi riguarda è una scelta che ho già fatto anche per la Unistampa. Ai dipendenti fornisco anche vitto e alloggio». Una gestione dei rapporti di lavoro, del resto, auspicata più volte dagli imprenditori cinesi: ed è anche necessario ricordare che Cna sta da tempo lavorando a un progetto, insieme alla Regione, per costruire alloggi ad hoc per i lavoratori anche delle confezioni e dei pronto moda in modo da evitare una commistione tra casa e fabbrica.

Un investimento da 1,5 milioni. Un investimento quello della stamperia Unica impensabile oggi a Prato. Lo stesso titolare, Wang, parla di un milione e mezzo di euro di macchinari. La gran parte delle macchine da stampa sono infatti nuove e di ultima generazione e di usato c'è qualcosa solo nel reparto di tintoria. E questo, insieme alla concorrenza sleale, è il tema che fa discutere gli addetti ai lavori. Chi fornisce i capitali? Come si può investire così tanti soldi in un settore considerato in forte crisi mentre la gran parte dei concorrenti italiani (con aziende già avviate) fanno fatica?
"I capitali - risponde Wang - arrivano da noi soci. Tra l'altro noi abbiamo già un'azienda avviata da qualche anno qui a Prato. E comunque la differenza è fare gli imprenditori oppure no. Un imprenditore investe e noi lo stiamo facendo. A Prato gli imprenditori vedono un cielo piccolo, come se tutto si fermasse qui. Invece il mondo è anche altrove. I clienti a cui ci rivolgiamo sono in tutto il mondo così come non si può considerare concorrenti solo quelli che lavorano a Prato. Se non aprissi io ci sarebbe sicuramente qualcun altro a cui rivolgersi in Turchia o in Cina".
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze