Sicurezza
Sasch, la nuova legge aiuta Cenni
Bancarotta: la posizione dell’ex sindaco potrebbe alleggerirsi grazie alla norma sul falso in bilancio
PRATO. E alla fine in soccorso dell’ex sindaco Roberto Cenni è arrivato... il governo Renzi. Questo il senso di quello che sta accadendo in questi giorni nel procedimento penale in cui Cenni, insieme ad altri ex amministratori del Gruppo Sasch, è accusato di bancarotta fraudolenta.
Ieri mattina avrebbe dovuto andare in scena l’ennesima puntata dell’udienza preliminare al termine della quale il gip Fantechi dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati o proscioglierli, ma l’udienza è saltata. Non per il solito impedimento di un avvocato, ma perché da Roma arrivano notizie incoraggianti per i difensori. La nuova legge sul falso in bilancio, che era stata presentata come un inasprimento della norma dopo le modifiche dell’era Berlusconi, in realtà sembra fare acqua perché dal testo, come ha ben spiegato un paio di giorni fa Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera, sono sparite quattro parole-chiave, «ancorché oggetto di valutazioni». Cioè, viene punito chi, a danno dei creditori, espone «fatti materiali non rispondenti al vero», ma non c’è più quell’aggiunta che ricomprende nel reato anche le stime gonfiate. E si dà il caso che tra le accuse mosse a Cenni & C. ci fosse anche questa (per esempio sul valore della merce presente in magazzino). Non solo questa, ovviamente, ma tanto è bastato al giudice per le indagini preliminari per decidere di far slittare l’udienza di ieri per studiare meglio la nuova norma.
L’udienza preliminare, va ricordato, è iniziata addirittura il 19 dicembre, esattamente sei mesi fa, e si avvia a battere qualche record di durata, forse anche quello del caso Parmalat. Dopo indagini preliminari che anch’esse avevano battuto i loro record. Dell’inchiesta Sasch si venne a sapere alla vigilia di Natale 2011, col sindaco Cenni ancora ben in sella, e la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata alla fine del luglio 2014 (nessuno dunque ha potuto accusare la Procura di praticare una giustizia a orologeria, visto che si fece in tempo anche a far passare le elezioni amministrative). Nelle more del procedimento l’ex sindaco ha potuto candidarsi, senza successo, per un posto in consiglio regionale e ora ci si avvia a celebrare l’anniversario della richiesta di rinvio a giudizio senza che sia arrivata una qualche decisione.
Il giudice, la Procura e gli avvocati studieranno il nuovo testo del falso in bilancio e valuteranno le possibili conseguenze per gli imputati.
Ma la nuova norma rischia di produrre conseguenze anche su un altro procedimento, ancora più importante del caso Sasch, la presunta bancarotta della Btp in cui sono indagati tra gli altri i costruttori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei. Anche in quell’inchiesta si ipotizza una sopravvalutazione del comparto alberghiero della Holding Bf, ma se questo comportamento non sta più alla base della eventuale bancarotta, è chiaro che cambiano radicalmente le carte in tavola. Se si tratti di un aspetto secondario o sostanziale ce lo diranno gli sviluppi dei due processi in corso.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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