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Prato

il caso

Addio ai cipressi, più della metà sono malati

Azelio Biagioni
I cipressi ingialliti che verranno abbattuti in via Magazzini (foto Batavia)
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I cipressi ingialliti che verranno abbattuti in via Magazzini (foto Batavia)

A Prato e in altre zone un afido sta flagellando gli alberi. L'agronomo: "Quelli malati dovranno essere abbattuti e li sostituiremo con altri alberi perché il cipresso è fortemente allergenico"

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PRATO. I cipressi fanno parte del paesaggio della Toscana. Soggetti immortalati in foto e nelle cartoline ricordo della nostra regione. Purtroppo, buona parte di quelle immagini resteranno un ricordo dato che questi alberi sono stati colpiti dagli afidi, i pidocchi delle piante, che li stanno portando con una lenta (ma non troppo) agonia alla morte. E quei cipressi che riusciranno a sopravvivere perderanno una dose consistente di chioma e di conseguenza la loro bellezza. Il numero degli alberi colpiti dagli afidi è alto: si parla di oltre il 50% degli esemplari presenti a Prato. I pidocchi hanno attaccato questa tipologia di piante anche nei territori di Firenze e Pistoia. Non c’è bisogno di essere esperti per capire che i cipressi sono malati. Si vede ad occhio nudo che qualcosa non va e che gli alberi sono seriamente danneggiati e la loro funzione ornamentale compromessa: i rami hanno cambiato colore, dal verde brillante ora sono secchi. Basta fare un giro in città e si notano le piante con chiazze rossastre e disseccamenti vegetativi sotto forma di lunghe strisce verticali, interessando infine l'intera chioma.

“Si tratta di una vera e propria infestazione di afidi - spiega l’agronomo Marco Mascelli che lavora ad Asm Servizi che si occupa della gestione del verde pubblico per conto del Comune di Prato - Sono dei pidocchi delle piante che hanno attaccato i cipressi che ora vediamo aver assunto un colore diverso, i loro rami sono secchi e piano piano si spogliano. Se riusciranno a sopravvivere, i cipressi, perderanno la loro conformità e resteranno parecchio spogli. Purtroppo - aggiunge Mascelli - quando ci si accorge degli afidi è troppo tardi e dentro le piante sono già secche. La soluzione ai pidocchi è rappresentata dai pesticidi ma personalmente sono contro, perché la cosa avrebbe un forte impatto ambientale”.

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Difficile al momento stabilire quante delle piante colpite riusciranno a restare in vita. “I cipressi che hanno avuto la peggio - aggiunge il dottor Mascelli - andranno abbattuti e questo significa che andrà a modificarsi il paesaggio toscano". Ci sono anche alcuni cipressi di una certa importanza per Prato che sono stati infestati dagli afidi come ad esempio in via Magazzini, oppure quelli al camposanto di Chiesanuova. Il cipresso è, infatti, l'albero tipico dei cimiteri perché le sue radici, scendendo a fuso nella terra in profondità invece che svilupparsi in orizzontale (come per le querce e gli altri alberi a chioma larga), non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti. I primi ad essere buttati giù saranno i cipressi alla rotonda di via Nenni, forse l'operazione sarà effettuata la prossima settimana.

“Il loro scopo – dice l’agronomo Marco Mascelli – era quello estetico. Nelle condizioni in cui versano le piante offrirebbero una brutta immagine, quindi saranno tolte e sostituite con altri fusti”. Alberi che saranno di diversa tipologia. “Il cipresso – precisa Mascelli – è la pianta più allergenica che ci sia e per questo non rimetteremo questo specie”.

Ma a cosa è dovuta l'infestazione così massiccia tanto da colpire più della metà dei cipressi presenti sul territorio pratese? “Alcune malattie delle piante e gli insetti come gli afidi sono fluttuanti – risponde Marco Mascelli – E i fattori che incidono sono diversi come, ad esempio, l’andamento climatico che può portare a delle vere esplosioni con effetti devastanti come in questo caso. Fenomeni così eclatanti a Prato non c’erano mai stati – termina l’agronomo – L’ultimo avvenimento di una certa rilevanza risale al 1986 ma non ebbe gli effetti tragici dell’attuale”.

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