Sicurezza
Il nefrologo Amato va in pensione
Ha fondato il reparto 26 anni fa ma continuerà a seguire i progetti di ricerca
PRATO. Marcello Amato, direttore del reparto di nefrologia, dopo 26 anni di servizio andrà in pensione. «Con il primo di agosto lascio l'ospedale in qualità di dipendente – ha annunciato – ma continuerò a collaborare, come volontario, con il reparto in qualità di consulente dei progetti di ricerca che in questi anni sono stati iniziati». In particolare Amato seguirà quello che si concluderà nel 2017 e porterà allo sostituzione del farmaco Epo utilizzato nella cura dei dializzati anemici. «Stiamo mettendo a punto un nuovo medicinale che sarà presa per via orale con un prezzo decisamente più basso rispetto a quelli presenti sul mercato e soprattutto con effetti meno problematici». Il reparto di nefrologia a Prato è nato con Amato, arrivato direttamente dagli Stati Uniti nel 1989, dove si era recato per una borsa di studio. «Il mio primo impegno – ricorda – è stato quello di utilizzare nuove membrane per la dialisi che si adattavano meglio alle esigenze di ciascun paziente, il secondo obiettivo è stato quello di far conoscere alla cittadinanza il reparto al tempo per la diagnostica: i pratesi si recavano a Pisa, infine ho consolidato il nostro ruolo, continuando a impegnarci nella ricerca e nella divulgazione scientifica». In ventisei anni il direttore ha seguito circa cento trapiantati, attualmente sono quaranta, mentre lascia un reparto con centosettanta pazienti dializzati, quaranta posti per la dialisi e dieci letti per i ricoveri. «Siamo un piccolo staff – spiega il direttore- composto da sette perone con me, che deve fare fronte a molte richieste: abbiamo ottimi risultati per le urgenze, più critica la lista d'attesa per le visita che arriva anche a centottanta giorni». In un quarto di secolo è cambiato anche il quadro di riferimento in cui il reparto si trova ad operare: aumenta la popolazione anziana con patologie legate ai reni, in crescita i potenziali ammalati (circa il 30% della popolazione ha problemi di cuore e di ictus, malattie che hanno poi conseguenze sui reni) e infine l'incidenza, pari al 10%, di interventi su cittadini stranieri, in modo particolare i cinesi, che hanno geneticamente più problemi legati alle disfunzioni dei reni. «Negli ultimi anni sono aumentate le donne che, dopo aver assunto erbe per dimagrire, nel giro di sei mesi hanno avuto gravi conseguenze renali». Amato, che andrà in pensione il 1 agosto, continuerà anche a ricoprire la carica di rappresentante sindacale per Ampo, Fials e Ascot.
Alessandra Agrati
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