La manifestazione
Il "buco" di Moore diventa un ambulatorio oculistico
Nuova presa in giro dell'installazione di Clet: il gruppo goliardico del Chiavaccio piazza due striscioni: "Ti paghiamo l'oculista". Il Gran Gonfaloniere: "Prato deve imparare a prendersi un po' meno sul serio"
PRATO. L'artista Clet, autore delle installazioni sulle mure e alle porte di Prato, ha dichiarato che gli "occhiali" davanti al monumento di Henry Moore avevano lo scopo di far dialogare le due opere, ma è un dialogo a tre voci, perché oltre al cosiddetto "buco" di Moore e agli "occhiali" di Clet c'è una terza voce, quella di chi si diverte a prendere in giro l'installazione con altre installazioni molto più artigianali.
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La prima è stata il cartello "Ottica Avanzi" comparso davanti al buco con gli occhiali, e nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 sono apparsi altri due striscioni, realizzati dal gruppo goliardico del "Chiavaccio", che già trent'anni fa mise un provocatorio e gigante tappo di spumante a tappare il buco. Il primo recita "Buco, a 41 anni hai perso la vista, il Chiavaccio ti paga l'oculista". A completare l'installazione, un altro striscione che riproduce la tabella per la misurazione della vista. Insomma, il "buco" con gli "occhiali" sta diventando una palestra per le esercitazioni di chi prova a fare ironia. E chissà che lo stesso Clet non ne sia contento.
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"Noi dell'Ordine del Chiavaccio abbiamo visto nascere questo monumento e, ora che ha 41 anni, le sue condizioni di salute ci sembravano precarie. Gli abbiamo voluto far fare una visita oculistica - ha spiegato il Gran Gonfaloniere dell'Ordine, Francesco II - È uno scherzo che vuole rendere omaggio a quello che è uno degli emblemi della nostra meravigliosa città, anche per la storia che rappresenta. Abbiamo voluto colpire un simbolo di Prato, anche per dare un sorriso alla cittadinanza, e allo stesso tempo per consigliare di prendersi più sul ridere è un po' meno sul serio. Ne approfittiamo per fare un augurio a tutti gli studenti che dovranno sostenere gli esami nei prossimi mesi, sia universitari che di maturità. Brindate dopo, ma soprattutto prima!”.
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