Attenzione
Vigilanza privata nel Macrolotto
A firmare l’accordo con l’istituto Lince una neonata associazione di imprese vicina a Confartigianato. Ieri il taglio del nastro
PRATO. Guida rossa, gigli e rose, colonne di gesso, scarpe con brillantini e piume di struzzo. E parata di rappresentanti di istituzioni, associazioni e chi più ne ha più ne metta come si fa per i tagli del nastro nel paese del Dragone. Del resto, siamo in via Toscana, nella sede di uno dei tanti pronto moda cinesi di questo angolo di Cina a Prato. Uno dei luoghi più insicuri della città. A sentire gli imprenditori cinesi che ci lavorano ma anche le forze dell'ordine che nei loro mattinali continuamente raccontano di furti e rapine ai danni delle aziende cinesi e dei loro clienti. Ed è proprio da questa emergenza che è scattata la molla per costituire una nuova associazione (satellite di Confartigianato) che, ieri, come primo atto, ha siglato un accordo con il servizio di vigilanza Lince per tenere sotto controllo l'area industriale. Tre macchine e personale ad hoc. L'associazione si chiama Aapc, associazione abbigliamento Prato-Cina ed è nata per iniziativa di cinque pronto moda iscritti a Confartigianato e che puntano a trovare rimedio alle difficoltà delle aziende cinesi che operano nell'area industriale del Macrolotto. Legalità, grazie al supporto dei servizi di Confartigianato, ma anche sicurezza. «Pattuglieremo il Macrolotto con tre auto», ha spiegato la responsabile della società di vigilanza Lince Giuliana Gamberini con il coordinatore Francesco Rossi. «È un servizio pagato dall'associazione - continuano - e studiato ad hoc per loro. In modo particolare saremo presenti nella pausa pranzo quando molti clienti vengono derubati». «Prima di costituire l'associazione - ha aggiunto Li Xiao Feng,imprenditore titolare della Qiuwei e presidente di Aapc - abbiamo fatto un test su 500 aziende in modo che emergessero tutte le esigenze. E la prima è stata la necessità di mettere in sicurezza l'area industriale. Non possiamo più accettare che chi viene qui viva in una condizione di sicurezza. Cominciamo con questo servizio ma prenderemo contatto con le istituzioni per creare un dialogo diretto con loro».
Un dialogo non direttissimo dal momento che lo stesso presidente non dice niente una parola di italiano. E forse a questo serve la mediazione di Confartigianato che più indietro rispetto ai colleghi di Cna nei rapporti con le imprese cinesi hanno sposato la causa di queste loro aziende associate. «Per noi - ha commentato Andrea Belli presidente di Confartigianato - è un passo avanti nei rapporti con le imprese cinesi. Non si tratta di un replicare quanto fatto da Cna ma di fare un'evoluzione andando a parlare con loro di problemi concreti come la sicurezza e la loro necessità di legalità. Non possiamo far finta che nella comunità cinese non ci siano aziende sane. Noi ne abbiamo iscritte, per esempio, un'ottantina». Tra gli ospiti dell'inaugurazione anche l'ex presidente della Camera Irene Pivetti arrivata a sorpresa nel pronto moda. «Sono - ha spiegato - in rappresentanza di Only Italia, una piattaforma commerciale che cura l'internazionalizzazione delle imprese straniere, e non, che operano nel nostro Paese. E per questo sono interessata alle associazioni tra imprese che stanno nascendo in Italia: il nostro obiettivo è fare da supporto nel tentativo di dare continuità ai progetti commerciali».
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