Il Tirreno

Prato

fede

Una tesi sull'esperienza spirituale del tabaccaio Renzo Buricchi

di Azelio Biagioni
Renzo Buricchi
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Renzo Buricchi

Prato, il sacerdote don Gildas Vigan, vice parroco di Scandicci, ha voluto raccontare di lui nella sua argomentazione di dottorato. Il religioso discuterà la tesi alla Facoltà teologica dell’Italia centrale a Firenze

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PRATO. L’appellativo ancora oggi, a oltre trent’anni dalla morte, è Renzo il tabaccaio di Prato. Un lavoro comune quello del tabaccaio, come tanti altri, che Renzo Buricchi, quell’uomo dal viso rassicurante, un sorriso per tutti, ha svolto per quarant’anni. Ma dentro di lui c'era qualcosa di particolare: una fortissima spiritualità che ha permeato la sua vita tanto che oggi, 16 giugno, a Firenze verrà discussa una tesi di dottorato proprio su quanto ha avuto modo di trasmettere.

Testimonianza questa che l’amore per Dio trova terreno fertile nella semplicità e nella bontà del cuore. E’ stupito, ma al tempo stesso pieno di felicità, l’ultimo amico ancora in vita di Renzo Buricchi. Marcello Pierucci spiega come la Chiesa abbia riconosciuto la testimonianza ricca di fede del tabaccaio di Prato. Pierucci è uno dei referenti dell’associazione dedicata all’amico “Cenacolo Renzo Buricchi per la promozione della fede” costituita con atto notarile il 31 maggio 2007.

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“La discussione della tesi sulla spiritualità di Renzo è un grosso evento per Prato – racconta Pierucci – Renzo diceva delle cose nuove e la Chiesa le ha riconosciute. Un percorso di fede che arrivava da una persona che aveva solo la terza elementare, niente di più. Con le sue parole, Renzo, è riuscito ad aprire i cuori e ha dato un grande contributo alla Chiesa”.

Ora i suoi pensieri sono in una tesi di dottorato di un sacerdote, don Gildas Vigan, 40 anni, vice parroco di Scandicci originario del Benin (Africa occidentale) che una volta venuto a conoscenza dell’esperienza di Buricchi ha voluto raccontare di lui nella sua argomentazione di dottorato (350 pagine di scritto). Il religioso discuterà la tesi alla Facoltà teologica dell’Italia centrale a Firenze.

“Essendo l’unico amico vivente di Renzo – spiega Marcello Pierucci – ho seguito don Gildas nella sua testi da tre anni. E quello che è venuto fuori è davvero emozionante”. Tra l’altro è proprio Pierucci ad aver raccolto i pensieri di Buricchi e che ha messo nero su bianco in alcuni libri; uno di questi, “Un cipresso per maestro” (in corso la quarta edizione), è conosciuto anche all’estero, come in America Latina. “Anche Renzo – afferma l’amico – è più conosciuto all’estero che nella sua città. E i suoi pensieri sono arrivati in tutta Italia, come dimostrano i fedeli che vengono da Milano piuttosto che dalla Sicilia ai due incontri annuali che teniamo a Prato”.

Renzo Buricchi era nato a Seano il 21 gennaio 1913 e morì a Prato 6 ottobre 1983 dopo quarant’anni passati a gestire il tabacchi in piazza del Comune. Il suo corpo riposa nel cimitero della Misericordia e nel 2007 le sue spoglie mortali, alla presenza dell’allora vescovo monsignor Gastone Simoni, vennero traslate in un’altra tomba dove il monumento funebre riporta alcune delle sue frasi sulla fede.

 

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