Sicurezza
Malata per 4 anni organizzava concerti
Prof di musica incastrata dalla Finanza durante la lunga assenza si è giustificata così: «Mi serviva a scopo terapeutico»
PRATO. Per quattro lunghi anni, dal 2009 al 2013, è stata assente per malattia. In realtà organizzava concerti ed eventi in giro per l’Italia e aveva anche costituito un’associazione musicale. Lei è una pratese di 45 anni e insegna musica in una scuola cittadina. A metterla sotto la lente d’ingrandimento è stata la Guardia di finanza di Vercelli, la città piemontese nella quale la professoressa di Prato ha vissuto negli ultimi anni. Le fiamme gialle hanno segnalato la vicenda alla Corte dei conti, che ha svolto un’accurata indagine ancora in corso. Non solo, sulla donna indaga anche la Procura di Pistoia su denuncia dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana.
La causa dell’assenza dal servizio è stata motivata dall’insegnante con una malattia comportante cure fortemente debilitanti. E, tentando di giustificarsi agli inquirenti, lei stessa ha detto che l’attività collaterale che ha svolto in questi anni le serviva «a scoopo terapeutico» per uscire dalla malattia. Uno stato di malattia sorto il 1 settembre 2009, in concomitanza con la ripresa dell’anno scolastico, e protrattosi a tutto aprile 2013, di fatto incompatibile con la serie di partecipazioni a concerti ed eventi che risultava anche da alcuni siti internet. Nel corso degli appostamenti e delle investigazioni, i finanzieri vercellesi hanno rilevato che la donna ha scientemente strumentalizzato una patologia in funzione di un prolungamento del periodo di malattia allo scopo di beneficiare di giorni liberi dal servizio per dedicarsi alla sua attività di organizzatrice di eventi musicali. Un’attività sicuramente compatibile con la materia di insegnamento, per la quale però è stata regolamente retribuita dallo Stato con un’aspettativa senza mai essere presente. In questo modo la donna ha indebitamente percepito una somma complessiva di 109.833 euro ma, a parte l’aspetto economico e il danno erariale, gli inquirenti puntano l’indice sul comportamento dell’insegnante, «che ha determinato un danno all’immagine dell’ente di appartenenza, della scuola e dei colleghi di lavoro, gettando discredito sulla pubblica amministrazione in totale spregio dell’ordinamento giuridico, con leggerezza e per scopi unicamente privati».
Nel corso dell’indagine, ha avuto un ruolo decisivo anche l’Ufficio scolastico regionale della Toscana, che ha avviato un’inchiesta interna in totale autonomia. Più volte da Firenze è partita la richiesta all’insegnante di sottoporsi a visite mediche collegiali, ma lei non ci è mai andata. Tanto è bastato per convincere l’ufficio a sospendere temporaneamente la donna dal servizio come provvedimento disciplinare, anche se poi è stata rintegrata in attesa della definizione del procedimento penale. L’ufficio scolastico, a sua volta, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Pistoia. Ma a quanto ammonta il danno della truffa alle casse dello Stato? Le indagini hanno permesso di quantificare un danno erariale totale di 124.833 euro, comprensivo di 15.000 euro contestati a titolo di danno di immagine in quanto, come scrivono gli inquirenti « la condotta, che spicca per la superficialità dei fini per la quale è stata posta in essere, sicuramente incardina tutti i requisiti essenziali ovvero gravità e durata dei fatti, deplorevole modus operandi sia sul piano etico che sociale e conseguente perdita di fiducia della collettività nell’istituzione con grave compromissione della credibilità in chi percepisce pubblici stipendi».
Francesco Albonetti
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