Il Tirreno

Prato

Il "contributo volontario" in realtà è obbligatorio

Maria Lardara
L'esterno della scuola media Mazzoni
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L'esterno della scuola media Mazzoni

Iscrizioni nelle scuole di Prato, un genitore delle medie Mazzoni protesta per il versamento di 45 euro annunciato come opzionale. Il presidente del consiglio d'istituto: "Serve a sostenere le attività integrative, i fondi pubblici sono sempre meno

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PRATO. Tu chiamalo, se vuoi, contributo volontario o integrativo. Fatto sta che quella richiesta, puntuale come ogni anno, fa storcere il naso a tante famiglie, specialmente se fanno fatica a far quadrare i conti o devono mandare a scuola più figli. Come Matteo, un genitore che s’è visto recapitare una letterina della scuola dalla figlia che frequenta le scuole medie Mazzoni. "Non mi sembra volontario il versamento, discutibile che si sollecitino le famiglie a pagare questo contributo". Si legge fra le righe della lettera: “Si ricorda che per perfezionare l’iscrizione i genitori dovranno recarsi dal 3 al 12 giugno presso la segreteria della scuola e consegnare due foto formato tessera, oltre all’attestazione di un versamento di 45 euro intestato all’istituto comprensivo “Mazzoni” con la causale versamento volontario". Vecchia polemica, quella della volontarietà o meno dei contributi dei genitori.

Fermo restando che una minima parte di questa quota è destinata a coprire l’assicurazione, il resto viene devoluto al sostegno delle attività integrative degli studenti, in alcuni casi richieste dai genitori ma per le quali non bastano ormai più i fondi pubblici a disposizione dell’istituto: alle “Mazzoni”, nell’anno scolastico 2014/2015, quel contributo che sul conto consuntivo 2014 corrisponde a una voce di circa 80mila euro è servito a far decollare l’indirizzo musicale.

"Nessuno impone niente a nessuno - spiega l'avvocato Stefano Lenzi, presidente del consiglio d'istituto - ma purtroppo dobbiamo fare i conti con scuole sempre più a corto di finanziamenti. Il modo di investire questi soldi viene deciso all’inizio di ogni anno su proposta del consiglio di istituto o dei genitori stessi. Tutto quello che non rientra nel Pof (piano dell’offerta formativa, ndr) viene sostenuto dai genitori, come laboratori di teatro o corsi di inglese richiesti, ad esempio, alle elementari".

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