Proteste
Paste e proteste al Gramsci Keynes fino a notte fonda
PRATO. In molti, tra insegnanti e operatori del mondo dell'istruzione, hanno preso parte giovedì sera all'iniziativa organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Gilda nell'auditorium del Gramsci-Keynes contro...
PRATO. In molti, tra insegnanti e operatori del mondo dell'istruzione, hanno preso parte giovedì sera all'iniziativa organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Gilda nell'auditorium del Gramsci-Keynes contro il disegno di legge sulla scuola del governo Renzi. «Ha da passà 'a nuttata…ma non il ddl», questo il titolo della protesta, si è svolto in notturna e ha permesso ai presenti di ascoltare testimonianze di insegnanti precari, notizie fresche direttamente dal Senato e altri utili aggiornamenti sulla riforma, il tutto arricchito da intermezzi musicali, proiezione di video, performance teatrali, paste e caffè offerte a mezzanotte dai sindacati.
«Il ddl è adesso al vaglio del Senato, ma la situazione procede molto a rilento - ha spiegato la senatrice Sel Alessia Petraglia, arrivata direttamente da Roma - Non capiamo i motivi di questa frenata, visto che i primi passaggi alla Camera sono stati fatti velocemente e il tutto doveva poi essere approvato entro il 15 giugno per avere il tempo sufficiente per procedere alla stabilizzazione degli insegnanti. E' chiaro che tale data non potrà adesso essere rispettata. La riforma sembra sia diventata un "affare" interno al Pd, e in quel ddl c'è un'altra idea di scuola che ha solo innescato una guerra tra poveri». Ilaria Nesi e Giusy Caminiti, hanno raccontato la loro esperienza e l'amaro destino. Sono entrambe due insegnanti di scuola secondaria, laureate, specializzate e abilitate a suon di soldoni spesi per frequentare i corsi Tfa. Insegnano da quasi dieci anni, ma nel ddl non si parla di esperienza maturata sul campo, se la riforma dovesse passare così com'è, esse saranno "scaricate" il prossimo anno scolastico. «Veniamo trattati come gli ultimi - lamentano le due insegnanti - eppure ci siamo date da fare, dopo la laurea abbiamo preso l'abilitazione che da adesso non servirà più. E verremo fatte fuori anche perché abbiamo già maturato 36 mesi di servizio». A seguire sono intervenuti Giuseppe Bagni, presidente del Cidi-Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, che ha sottolineato quanto il ddl vada ad aggravare tanti dei problemi già interni alla scuola. Poi ha preso la parola Pino Patroncini, vice presidente di Proteo Fare Sapere, che ha rimarcato il valore della valutazione e della retribuzione di ciascun insegnante nei diversi paesi europei, che vede come fanalino di coda proprio lo stipendio dei prof italiani. L'ultimo intervento è stato affidato a Nicola Moscardi del comitato Lip - Legge di iniziativa popolare che propone un'idea diversa di "Buona scuola".
La serata è andata avanti fino alle due di notte.
Martina Altigeri
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