Il Tirreno

Prato

Un pratese sconfigge il cancro e parte per il "Cammino"

Carlo banchelli, il pratese guarito dal cancro al Santiago davanti alla cattedrale
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Carlo banchelli, il pratese guarito dal cancro al Santiago davanti alla cattedrale

A Carlo Banchelli, residente a Prato, avevano dato tre mesi di vita per un melanoma metastatico. Grazie alle cure sperimentali ricevute all'ospedale di Siena è guarito ed è partito a piedi per Santiago de Compostela. "Il cammino è stato il completamento della mia terapia"

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PRATO. Dopo aver sconfitto il cancro, ha percorso 900 km a piedi fino a raggiungere Santiago di Campostela. Lo fa sapere l'azienda sanitaria senese. Carlo Banchelli era partito dalla Toscana lo scorso 3 maggio per "affrontare una nuova sfida - aveva detto alla partenza - dopo aver sconfitto il cancro, un melanoma metastatico, grazie alle cure sperimentali ricevute all'ospedale di Siena dall'quipe diretta dal dottor Michele Maio".

 Al paziente, che risiede a Prato, infatti, era stata data un'aspettativa di vita di tre mesi ma, dopo circa un anno di cure a Siena, sono scomparse le metastasi e la malattia. Ha quindi scelto di rendere pubblica la sua vicenda personale e percorrere il cammino di Santiago anche in ricordo di un suo caro amico che, purtroppo, non ce l'ha fatta. 

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Durante tutto il cammino  rimasto in contatto continuo con l'quipe del reparto, con l'oncologa Annamaria Di Giacomo che lo ha seguito, e lo psico-oncologo Ivan Parla che lo ha incoraggiato e supportato.
Il paziente ha indossato la maglia della onlus "Aquattromani", che aiuta i pazienti in cura presso il reparto di Immunoterapia Oncologica e la sua storia ha destato l'interesse e la curiosit di molti pellegrini incontrati in questa particolare esperienza.

«Non so se è una mia sensazione o è la verità ma sento che il Cammino è stato il completamento della mia terapia – ha dichiarato Carlo Banchelli - Mi sono messo in fila per entrare nella Basilica e lasciare la lettera del mio amico che, purtroppo, non ce l'ha fatta. E' stato un turbine di ricordi e non riuscivo più ad uscire da quella Basilica».

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