Il Tirreno

Prato

Sottopassi-piscina ogni volta che piove forte

Francesco Albonetti
Quasi un metro d'acqua mercoledì 10 nel sottopasso dell'ospedale
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Quasi un metro d'acqua mercoledì 10 nel sottopasso dell'ospedale

Prato, l'assessore Alessi ammette il problema sul viale Nam Dinh: "E' entrata la terra nel sistema di pompaggio, ma quello è ancora un cantiere". Allerta flop: è scattata nel giorno sbagliato

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PRATO. Siamo alle polemiche del giorno dopo, che fioccano regolarmente quando un'intemperia provoca allagamenti e danni più o meno gravi. Quello di mercoledì 10 pomeriggio è stato un vero nubifragio, ad onor del vero, con acqua e grandine in quantità industriale (fino ai 54 millimetri di pioggia registrati a Galceti) concentrati in meno di un’ora. L’acqua è defluita con altrettanta rapidità e oggi, giovedì 11, un caldissimo sole estivo ha cancellato anche il ricordo. Ma non la rabbia di quegli imprenditori che si sono ritrovati con l’acqua al ginocchio nei loro capannoni industriali, o i residenti rimasti per ore in coda con le tangenziali chiuse per i sottopassi allagati. Indice puntato proprio sui sottopassi: possibile che ogni volta è la stessa storia? L’assessore all’ambiente Filippo Alessi non ha dubbi: "Questa volta il sistema di sottopassi ha retto benissimo, tranne uno: quello di viale Nam Dinh al nuovo ospedale". E spiega perché.

Sottopasso dell’ospedale: la terra blocca il sistema di pompaggio. "I sottopassi sul viale Leonardo Da Vinci erano transitabili - dice Alessi - ma sono stati chiusi grazie al sistema d’allarme che scatta quando l’acqua supera 10 cm. Insomma, è una misura di sicurezza prudenziale. Alla Questura, per esempio, di centimetri ce ne erano 15. Ma il sistema, visto l’evento improvviso ed eccezionale, ha retto bene tanto che appena finita l’emergenza i sottopassi sono stati riaperti". La nota dolente arriva dal sottopasso di più recente costruzione, quello sul viale Nam Dinh nei pressi del nuovo ospedale. "Lì di fatto c’è ancora il cantiere, i lavori non sono terminati e va ancora realizzata un’altra corsia. La parete di terra che costeggia la strada si è scucchiaiata ed ha intasato le pompe idrovore, che si sono surriscaldate e bloccate. I lavori riprenderanno nei prossimi giorni e contiamo di terminarli entro un mese e mezzo".

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Altra nota dolente: i sottopassi ferroviari. L’assessore Alessi ammette anche la presenza di problemi irrisolti nei sottopassi ferroviari, come quelli di via Dei Gobbi e via Dei Treppi. "Sono vecchi e le fognature non sono adeguate. Dobbiamo studiare la situazione".

Chiesanuova: il sottopasso sarà sostituito con una passerella. Il sottopasso pedonale di Chiesanuova, come ci ha segnalato un lettore attraverso foto eloquenti, ieri mattina si presentava come una strada alluvionata da un’inondazione fluviale: impercorribile perché pieno di fango e rifiuti. Per questo caso l’assessore Alessi ha pochi dubbi: "L’Asm non ha potuto mandare la spazzatrice e dovrà pulire a mano, quindi ci vorrà qualche giorno. Quel sottopasso è frutto di scelte passate infelici e stiamo studiando la possibilità di sostituirlo con un sovrappasso. Oltre ai problemi idraulici, ne pone anche di sicurezza per la forma e la pendenza e non è neppure amato dai cittadini. Stiamo pensando di partecipare a un bando per la sicurezza stradale per attingere a fondi e poter realizzare una passerella".

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Allerta flop: è scattata nel giorno sbagliato. A fare acqua, neppure questa è una novità, è stato anche il sistema di allerta della protezione civile. O meglio, l’alleta per possibili forti temporali c’era stata, ma riferita alla giornata di martedì, quando non è successo niente. "Martedì avevamo anche inviato l’allerta sui cellulari e supporti mobili con la nostra app - dice Sergio Braghi, responsabile della protezione civile - ma ieri la situazione era prevista tranquilla su tutto il fronte. L’allerta ci arriva da Centro funzionale della Regione, ma non mi sento di assegnare responsabilità su questa previsione sbagliata. Questi temporali violenti si formano in tempi brevi e colpiscono territori limitatissimi, con le conoscenze attuali nessuno è in grado di prevederli".

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